Diario segreto di Napoleone Stampa E-mail

Joseph-Marie Lo Duca

Diario segreto di Napoleone

Tre Editori, pagg.330, € 18,50

 

loduca_napoleone  IL LIBRO – Napoleone aveva un doppio, un alter ego, che ne ha condiviso il genio di stratega, anzi lo ha profetizzato e teorizzato, anticipando le sue campagne e poi formulandone le regole in un trattato. Questo doppio era Antoine-Henri de Jomini, generale svizzero dell'impero francese dal 1800 al 1813 finché, tradito dall'invidia del Maresciallo Berthier, passò al servizio dello zar contribuendo alla disfatta della Francia.
  Joseph-Marie Lo Duca, in questo Diario basato sull'autentica storia di Napoleone e sul vero pensiero di Jomini, va al di là di quello che crediamo di sapere, indagando, sul filo della cronologia, i moventi e gli impulsi profondi della straordinaria avventura dell'Imperatore, alla ricerca della chiave del suo genio segreto.
  Libro-culto in Francia e testo esoterico, il Diario, acclamato da Jean Cocteau, André Breton, René Clair, Georges Bataille, attraversa il romanzo di Bonaparte senza fermarsi, grazie a Jomini, neppure davanti alla morte, rendendo ancora più prodigioso, se possibile, il mito del Grande Corso.

   DAL TESTO – “Che il destino si compia. Colpiremo con tutta la nostra forza in Spagna. Ho avuto nelle mie mani i Francesi, perché hanno saputo rinunciare alla fierezza individuale. Ho dominato i Tedeschi, perché non si sono mai confrontati con il più forte. Ho persuaso gli Italiani, la cui capacità di crearsi miraggi ha fatto di me un antico Romano. Ho piegato i Polacchi, che sono accecati dal loro odio per i Russi e i Prussiani. Ma non ho avuto gli Spagnoli. In Europa essi soli conservano un gusto stravagante per la libertà.” 
  “Mosca trabocca di viveri e di depositi. Mosca è quasi vuota, ma le sue case e i suoi palazzi potrebbero ospitare la Grande Armata per tutto l'inverno. Nella cittadella del Cremlino, io potrei preparare le assise di una nuova Russia e completare un'unità europea che si estenderebbe dall'Atlantico al mar Caspio. Eppure, questo non conta nulla nel mio spirito. 
  “I viveri e i magazzini vengono saccheggiati, invece di essere custoditi e inventariati. Le innumerevoli case di legno di una città che, quando se ne aveva cura, conosceva un incendio al giorno, sono alla mercé delle scintille di tutti i bivacchi imprudenti e dei girarrosti improvvisati dei piccoli malfattori. Davanti alle mura italiane del Cremlino, mi sento aperto ormai solo all'ostilità dell'universo. Penso spesso all'ebreo Kafka di Marienpol che si definiva interprete dell'Ecclesiaste
  “Potrei conquistare la Siberia e la Cina, e non un'anima si aggiungerebbe al mio potere su questa terra. Non ci sono conquiste e rivoluzioni. Ci sono soltanto uomini liberi finché la loro anima è libera.”

  L’AUTORE – Joseph-Marie Lo Duca nacque nel 1910 a Milano ma era di ascendenze siciliane. In Italia, a 17 anni, pubblicò il romanzo futurista La sfera di platino, lanciato da Marinetti e considerato un'anticipazione del Mondo nuovo di Aldous Huxley. Emigrò in Francia nel 1933, dove rimase sino alla morte nel 2004 esercitando l'attività di scrittore attraverso una molteplicità di interessi: romanziere, storico del cinema, del fumetto e dell'erotismo. Fondò nel 1951 con André Bazin la prestigiosa rivista Cahiers du cinéma. Intellettuale integrato nell'ambiente francese, non dimenticò la cultura italiana, scrivendo sceneggiature per De Sica, Rossellini, Blasetti, un'introduzione al romanzo di Vittorini Conversazione in Sicilia e, in collaborazione con Fellini, la storia in francese de La dolce vita.

   INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Jean Cocteau - Nota del curatore, di A. M. - Introduzione - Diario segreto di Napoleone - Cronologia