L'Austria contemporanea tra crisi e trasformazione Stampa E-mail

Giovanni Schininà

L'Austria contemporanea tra crisi e trasformazione
Quattro saggi di storia e storiografia


Artemide Edizioni, pagg.160, € 15,00

schininà austria  IL LIBRO – La storia politica e sociale dell'Austria novecentesca è straordinariamente ricca di eventi e momenti di svolta, profondamente intrecciati alla storia europea e mondiale. Per un territorio che ha conosciuto nel giro di soli trent'anni cinque regimi politici differenti ed è stato protagonista del passaggio da un impero plurinazionale a un piccolo stato repubblicano e di due guerre mondiali le date fondamentali e i nodi interpretativi connessi sono infatti numerosi e ancora dibattuti. L'autore propone quattro percorsi di lettura su altrettanti aspetti, forse meno conosciuti dal pubblico italiano, che aiutano a comprendere meglio alcuni fattori strutturali, politici e identitari, dell'Austria contemporanea. In un arco cronologico compreso tra il 1907 e il 1955 sono così affrontati con originalità il rapporto contrastato tra l'avvento del suffragio universale maschile e gli etnonazionalismi, l'immagine dell'Italia e del Risorgimento allo scoppio della "grande guerra", le interpretazioni del crollo finale dell'Impero asburgico, l'occupazione decennale da parte delle quattro potenze vincitrici della seconda guerra mondiale che fece di Vienna il laboratorio di una forma alternativa di "guerra fredda".

  DAL TESTO – "Il 1918 e il 1945 sono [...] accomunati dalla fame, dalle malattie, dalla povertà, dai saccheggi, dal mercato nero e dalla presenza di masse di profughi (durante la prima guerra mondiale sono gli ebrei galiziani, dopo la seconda guerra mondiale sono le Displaced Persons di varia provenienza, lavoratori coatti, reduci e soldati di tutti i tipi, persone liberate dai campi di prigionia e di concentramento, tedeschi in fuga dall'est) quasi a confermare la vocazione, volente o nolente, di metropoli multietnica dall'era asburgica in poi. Le distruzioni provocate dai bombardamenti, dagli incendi, dai combattimenti contrassegnano invece lo scenario materiale del secondo dopoguerra contribuendo a creare un'atmosfera prolungata da ora zero (Stunde Null) che riceve la consacrazione filmica ne "Il Terzo Uomo", documento mirabile del clima instauratosi tra le forze occupanti (sovietici, americani, francesi e inglesi) nelle quattro zone di controllo e gli abitanti tra le macerie del paesaggio urbano. Sono soprattutto le donne, la netta maggioranza della popolazione, in attesa del lento rientro di reduci e prigionieri liberati, a gestire e subire le drammatiche vicende della difficile sussistenza, delle violenze, del razionamento e dell'assistenza, ricevuta prima dall'Armata rossa e poi dagli Stati Uniti, con gli aiuti UNRRA e il piano ERP. E similmente al '18 la città si trova succube e dipendente dalla campagna e dai contadini. Si accentua in questo frangente un certo spostamento dell'apparato industriale verso le regioni occidentali del paese, processo già stimolato durante l'epoca nazista e incentivato dal piano Marshall.
  "L'amministrazione della città sotto gli occupanti e lo sviluppo successivo della "guerra fredda" segnalano importanti differenze rispetto all'analoga gestione quadripartita di Berlino e della Germania in generale. Nel complesso infatti prevalse a Vienna un esperimento di cogestione della città che durò ben dieci anni mentre nella capitale tedesca le strade si separarono prima e la contrapposizione fu frontale. L'Austria e Vienna diventarono un luogo di compensazione e di trattativa nel più ampio gioco diplomatico bipolare, preannunciando per molti aspetti il clima della "coesistenza pacifica". I sovietici, che avevano liberato la città e l'avevano gestita nei primi mesi, scelsero una forma di indirect rule affidando l'amministrazione della città e il governo nazionale ai partiti locali, accontentandosi di un controllo economico a scopo riparativo e di un ruolo iniziale paritario nelle istituzioni assegnato al partito comunista austriaco. Non vi fu mai un reale tentativo di sovietizzazione forzata anche se i russi non furono certo entusiasti dell'evoluzione politica che dopo le elezioni del '45 marginalizzò e isolò il partito comunista, facendo fallire la loro ipotesi di fronte nazionale. Gli alleati occidentali, dal canto loro, abbandonarono, sotto la spinta della "guerra fredda", l'iniziale programma di denazificazione culturale dall'alto della popolazione, contribuendo in tal modo a corroborare l'affermazione del mito vittimistico della Opfer-These, scaturita dalla dichiarazione dì Mosca del 1943 in funzione antitedesca."

  L'AUTORE – Giovanni Schininà, docente di Storia contemporanea presso l'Università di Catania, si occupa di storia politica dell'Italia e dell'Europa centrale. Ha pubblicato, presso l'editore Bonanno, le monografie "Le città meridionali in età giolittiana. Istituzioni statali e governo locale", 2002; "Siracusa 1943-1948. Verso la democrazia dei partiti", 2004; "Stato e società in età giolittiana. L'Italia tra il 1901 e il 1914", 2008, e, presso le Edizioni del Prisma, "La rivoluzione siciliana del 1848 nei documenti diplomatici austriaci", 2011. Ha inoltre curato e introdotto il volume Albert Fuchs, "Correnti di pensiero in Austria (1867-1918)" (Artemide Edizioni, Roma, 2010).

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione - I. Suffragio universale e nazionalismi. Le elezioni del Reichsrat nel 1907 e nel 1911 (Le elezioni del maggio 1907 – I risultati politici del voto - La geografia elettorale - Dal nuovo Parlamento alle elezioni del 1911 - L'ultima Camera dei deputati eletta prima della "grande guerra" - Un sistema politico su scala europea?) - II. Ludo Moritz Hartmann e l'immagine del Risorgimento nella storiografia austriaca (Nemici e alleati - Uno storico in controtendenza - L'eredità della guerra e nuove prospettive) - III. Il crollo finale dell'Impero asburgico: motivi e interpretazioni (Il fattore militare - Diplomazia e smembramento politico - Disgregazione e fronte interno - Verso la Prima Repubblica) - IV. Vienna occupata (1945-1955). Tra ricostruzione democratica e prove di guerra fredda (Il governo quadripartito - La ricostruzione - Politica e amministrazione - Identità e cultura - Al centro dello scenario internazionale)