Appunti di preistoria del diritto romano Stampa E-mail

Gianpaolo Sabbatini

Appunti di preistoria del diritto romano

G. Giappichelli Editore, pagg.XII-324, € 36,00

 

sabbatini appunti  IL LIBRO – Questo scritto, costituito da "appunti", è affascinante per le "scoperte" a cui Gianpaolo Sabbatini accompagna il lettore con la sua profonda riflessione giuridica e, prima ancora, glottologica ed etnologica. L'autore avverte: si tratta di dischiudere una porta sul passato, talvolta remoto. E, come tutte le ricerche sul passato remoto, anche quest'opera suscita domande e, forse, contestazioni, in relazione alla labilità e alla controvertibilità delle fonti utilizzate e, soprattutto, in relazione alla discutibilità delle ricostruzioni proposte.
  Il passato è quello della preistoria del diritto romano. Quest'epoca misteriosa viene esplorata con una pluralità di strumenti di scandaglio. Attraverso le connessioni e le risonanze tra i vari istituti, gli approfondimenti etimologici, e, non da ultimo, la sapiente comparazione con i monumenti di altri ordinamenti, Sabbatini crea un mosaico ricco di significato nel quale rilucono frammenti di storia che, visti isolatamente, sembrano oscuri, fino a dare la concreta e documentata certezza che il diritto romano non è nato in Roma, bensì è Roma ad essere nata nel diritto romano.
  L'apertura sulle origini è resa possibile dall'acuta interpretazione dei più risalenti testi giuridici fino a noi pervenuti, facenti parte della fase più arcaica del diritto romano: il Jus Quiritium. Sono testi che possono rivelare una realtà in gran parte sconosciuta agli stessi Romani classici, che pur risentivano potentemente dell'eredità proveniente dalla preistoria.

  DAL TESTO – "[...] nelle istituzioni giuridico-pubbliche divenute esclusivamente religiose si osserva un assorbimento del carattere giuridico-pubblico da parte del carattere religioso. In realtà la cosa era già da sempre attuabile potenzialmente, in quanto le istituzioni sacerdotali romane - ed il culto da esse reso, che è culto pubblico - già comprendevano il carattere giuridico-pubblico e, per converso - come altresì è dimostrato dal cursus honorum, che abbraccia indifferentemente cariche pubbliche e cariche sacerdotali - anche gli uomini rivestiti di autorità pubblica hanno addirittura, oltre che un generale obbligo alla pietas, un certo carattere sacerdotale, essendo tenuti a compiere, in virtù della carica rivestita, atti e riti interdetti ai profani e condividono con i sacerdoti l'"auctoritas". L'aspetto prevalentemente giuridico-pubblico dei magistrati romani, in ultima analisi, è dato dal fatto di essere chiamati a compiere prevalentemente e quasi esclusivamente atti dal contenuto pratico e concreto e non direttamente tesi a scopo "cultuale" in senso lato; il contrario deve affermarsi per i sacerdoti. Come già il von Jhering in certo modo intuì, la cessazione dello scopo pratico di certe istituzioni giuridico-pubbliche può aver determinato il loro sopravvivere come istituzioni esclusivamente religiose e le mansioni in esse previste possono essere diventate, in ossequio al mos majorum, esclusivamente rito religioso."

  INDICE DELL'OPERA – Prefazione. Uno sguardo sul passato remoto del diritto romano – Introduzione. Alle origini del jus quiritium – 1. Sacer – 2. Homo Sacer – 3. Qualche caso di sacertà penale – 4. L'originaria sacertà penale – 5. Res sacrae – 6. Sacer focus – 7. Interdictio aquae et ignis – 8. Obruptio – 9. Sacerdotes salii – 10. Res mancipi – 11. Arvales – 12. Il termine di confine – 13. Arbor infelix – 14. Igni necatio – 15. Il processo – 16. Giorni fasti e feriae – 17. La fase conclusiva del processo di sacertà – 18. Popolus senatusque – 19. Testamentum – 20. Argei – 21. Paricidas – 22. Sacrificium – 23. Perduellio – 24. Orazio Superstite – 25. Periurium – 26. Sacramentum – 27. Sacramentum in personam – 28. Bos arator – 29. Stipulatio e nexum – 30. Furtum – 31. Culpa – 32. Injuria – 33. Auctoritas – 34. Alcune considerazioni – 35. Da dove venivano?