Il mondo mutato Stampa E-mail

Ernst Jünger - Edmund Schultz

Il mondo mutato
Un sillabario per immagini del nostro mondo
a cura di Maurizio Guerri


Mimesis Edizioni, pagg.LXXIX-194, € 24,00

 

junger mondo  IL LIBRO – Negli anni Trenta, Ernst Jünger, uno dei protagonisti della cultura europea del Novecento, curò ben cinque volumi fotografici. Per quale ragione lo scrittore e filosofo sentì il bisogno di sconfinare nel campo della fotografia?
  "Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo" rappresenta la migliore concretizzazione dell'idea jüngeriana secondo cui l'obiettivo della macchina fotografica è un punto di vista privilegiato per poter cogliere le espressioni degli uomini e delle cose sotto la pressione dinamica di un'unica forza che emerge da quella fusione di guerra e lavoro, che si realizzò nella Prima guerra mondiale. Dunque questo volume fotografico fu concepito come un sillabario in cui raccogliere le immagini tipiche di un «mondo mutato», che permettono ancora oggi al lettore di dare forma a un nuovo atlante in cui orientarsi nell'impero globale del lavoro. Attraverso questo viaggio nelle immagini scopriamo non solo ciò che i nostri padri stavano diventando, ma anche che cosa siamo oggi: gli «antichi ordinamenti» (i sistemi politici, gli assetti giuridici, i valori morali) continuano a essere efficaci solo nella misura in cui sono funzionali al dispiegamento planetario della produzione del lavoro. Che l'obiettivo fissi le parate fasciste, le manifestazioni dei lavoratori sovietici o le sfilate lungo le strade di New York, assistiamo sempre e comunque a un'analoga disciplina delle masse, a una mobilitazione che ci appare oggi tanto più impressionante quanto più la società ha adottato un sistema politico democratico: qui a livello collettivo e individuale l'ordinamento è automatico e l'essere umano si muta attraverso una miriade di pratiche di vita in controllore di se stesso.
  Jünger seppe vedere già negli anni Trenta lo svanire del confine tra pace e guerra, tra pubblico e privato sotto la spinta mobilitante della tecnica e del lavoro. Seppe riconoscere che dietro agli scontri nazionalistici prendeva forma quell'uniforme impero globale del lavoro fondato sulla mobilità e sul rischio che ancora oggi riusciamo solo faticosamente a mettere a fuoco.
  "Il mondo mutato – spiega Maurizio Guerri - è [...] il volume fotografico più importante curato da Jünger. Nel suo complesso, questa opera fotografica è concepita come un sillabario di immagini in cui si esprimono sul piano ottico gli eventi essenziali che caratterizzano la logica imperiale del lavoro e attraverso cui è possibile dare forma a un nuovo atlante della vita contemporanea. In patticolare, Il mondo mutato rappresenta la concretizzazione dell'idea jüngeriana che l'obiettivo della macchina fotografica sia un punto di vista privilegiato per poter cogliere le espressioni degli uomini e delle cose sotto la pressione dinamica di un'unica forza, prodotta dalla fusione di guerra e lavoro. Attraverso un viaggio nelle immagini scopriamo che cosa stavamo diventando: gli antichi ordinamenti (i sistemi politici, gli assetti giuridici, i valori morali) continuano a essere efficaci solo nella misura in cui sono funzionali al dispiegamento planetario della produzione del lavoro e del controllo delle masse."

  DAL TESTO – "Come in ogni fonte, così anche nella fotografia fluisce la corrente specifica che caratterizza un certo tempo, rispetto alla quale sono proprio i contemporanei i meno capaci di formarsi un giudizio. Solo un animo ingenuo può pertanto ritenere che nella fotografia le cose siano rispecchiate "così come sono". Il procedimento tecnico assomiglia piuttosto a un filtro che è permeabile solo per un determinato strato di realtà. Questo rapporto emerge soprattutto nell'universo formale della tecnica, come ad esempio nel caso della voce registrata, che non va considerata come una pura riproduzione della voce umana, bensì come la sua traduzione in uno specifico medium. È perciò verosimile che anche il ritmo e il timbro di una voce saranno un'esperienza misteriosa, o addirittura spaventosa, per un uomo di tutt'altra epoca."

  IL CURATORE – Maurizio Guerri lavora all'Istituto nazionale Ferruccio Parri di Milano e insegna Filosofia contemporanea e Storia della comunicazione sociale all'Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le sue pubblicazioni: "Ernst Jünger. Terrore e libertà", "Potenza dell'arte necessità dell'estetica", "Filosofia della fotografia" (con F. Parisi), "Le immagini delle guerre contemporanee".

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione, di Ernst Jünger – Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo – Il crollo degli antichi ordinamenti – Il volto mutato della massa – Il volto mutato del singolo - La vita – Politica interna – L'economia – Nazionalismo – Mobilitazione – Imperialismo - La violenza è normale? L'occhio fotografico di Ernst Jünger, di Maurizio Guerri - Die veränderte welt