«La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco» Stampa E-mail

A cura e con saggio introduttivo di Eugenio Di Rienzo

«La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco»
Lettere di Giacchino Volpe a Benedetto Croce 1900-1927


Società Editrice Dante Alighieri, pagg.185, € 9,00

 

dirienzo unisce  IL LIBRO – Le più di ottanta lettere di Gioacchino Volpe inviate, dal 1900 al 1927, a Benedetto Croce, testimoniano la lunga consuetudine scientifica e i rapporti di stima e di amicizia, che legarono, per quasi un trentennio, due tra i più grandi intellettuali del secolo trascorso. Un'amicizia, che non resse alla prova della politica, quando il destino di Croce e di Volpe si divaricò bruscamente, per raggiungere gli opposti lidi dell'antifascismo e del fascismo. Se nel 1916, l'interventista Volpe poteva scrivere al neutralista Croce che «la storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco», dopo il delitto Matteotti, quella crepa si sarebbe trasformata in frattura insanabile.
  Pur avendo votato la fiducia al governo Mussolini durante la gravissima crisi parlamentare che seguì l'uccisione del deputato socialista, Croce avrebbe abbandonato, ma solo nel gennaio 1925, il suo atteggiamento di volenteroso sostenitore del fascismo, mentre Volpe sarebbe rimasto dentro la dittatura, svolgendo un ruolo di intellettuale di regime, sicuramente fedele anche se molto spesso non allineato con le direttive di Palazzo Venezia. Da quella data, quindi, lo storico e il filosofo si trovarono l'un contro l'altro, armati, all'interno di quella vera e propria diaspora, che interessò gran parte dell'italiana Repubblica delle lettere. Ma la rottura fu, in buona sostanza, solo di carattere politico, anche se proprio Croce fece del tutto per farla passare per un dissidio, che interessava due diverse concezioni storiografiche, svalutando, con poca generosità, la produzione dell'amico, un tempo definito il più valente storico italiano, addirittura lo «storico della Critica», e ora divenuto un avversario, da distruggere anche sul piano intellettuale.

  DAL TESTO – "Ho riletto qualche capitolo del vostro volume sulla storiografia. Io non sono filosofo, caro amico! E qualche volta stento a rendermi conto di taluni pensieri vostri attinenti alla mia disciplina. Ma nelle vostre pagine trovo sempre tanto succo e sostanza, tante vive suggestioni, tante vive verità che non mi rammarico troppo se qualche linea dell'insieme mi sfugge. Non so quali correzione la vostra filosofia avrà subito fra 50 anni, come sistema. Ma non dubito che la vostra attività di scrittore, complessivamente presa, sarà per un pezzo nutrimento vitale per gli Italiani di questi ultimi venti anni." (dalla lettera del 30 aprile 1918)

  IL CURATORE – Eugenio Di Rienzo insegna Storia moderna all'Università di Roma "Sapienza". È direttore della «Nuova Rivista Storica».

  INDICE DELL'OPERA – Gioacchino Volpe e Benedetto Croce. Inizi e tramonto di una lunga amicizia, di Eugenio Di Rienzo – Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce 1900-1927 - Lettere di Nicola Ottokar a Gioacchino Volpe 1927-1930 – Indice dei nomi