L'Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli armeni Stampa E-mail

Aldo Ferrari

L'Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli armeni

Mimesis, pagg.237, Euro 16,00

 

ferrari_ararat.jpg  IL LIBRO - Questo libro prende in considerazione diversi momenti della storia e della cultura millenarie degli armeni: dal ruolo della loro bellicosa aristocrazia alle innumerevoli colonie create nel bacino dei Mediterraneo, dai rapporti con l'Islam a quelli con la Russia. Tenacemente fedeli alla loro tradizione nazionale, gli armeni sono stati anche capaci di stabilire intensi rapporti con le culture con cui sono venuti a contatto nel corso del tempo. Se il monte Ararat, su cui sì posò l'arca di Noè, esprime da sempre il forte legame degli armeni con il loro paese, le migrazioni della gru sono divenute il simbolo del destino diasporico di gran parte di questo popolo, soprattutto dopo il genocidio subito dai turchi nel 1915.

 

  DAL TESTO - "Anche gli armeni, come i georgiani, sono un popolo antichissimo, attestato in quanto tale almeno dal VI secolo a.C., ben noto al mondo classico e politicamente assai importante nella scena politica del Vicino Oriente, soprattutto come stato-cuscinetto tra Roma e la Persia. Un ruolo non cessato neppure dopo l'evento, centrale della storia armena, della conversione al cristianesimo, primo stato al mondo, agli inizi del IV secolo. Questo evento distaccò in maniera decisiva l'Armenia dal mondo iranico, prima zoroastriano e poi islamico, al cui interno era stata sino allora largamente inserita da un punto di vista culturale e politico. Fu cioè una scelta di civiltà che, a posteriori, si configura in senso "occidentale" ed "europeo". Proprio questa scelta cristiana e la sua tenace difesa nel corso dei secoli in un contesto sempre più ostile hanno infatti segnato in profondità la stessa identità del popolo armeno, determinandone in larga misura la costante propensione a rivolgersi sia culturalmente che fisicamente - con una lunga e complessa vicenda di insediamento - verso un Occidente che dobbiamo qui intendere essenzialmente come civiltà cristiana".

 

  L'AUTORE - Aldo Ferrari, russista e armenista, ha insegnato nelle università di Trieste, Gorizia e Venezia. Attualmente è ricercatore associato dell’Istituto di Studi di Politica Internazionale di Milano (ISPI) e assegnista di ricerca dell’Università L’"Orientale" di Napoli. Tra le sue pubblicazioni principali: La Russia tra Oriente e Occidente. Per comprendere il continente-arcipelago (1994) e Alla frontiera dell’impero. Gli armeni in Russia, 1801-1917 (2000), La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa (2003).

 

  INDICE DELL'OPERA - Presentazione, di Levon Boghos Zekiyan - Introduzione - I. Le cristianità del Caucaso e l'Europa. Per una storia delle presenze armene e georgiane nel Mar Nero e nel Mediterraneo - II. La salvezza viene da Occidente. Il messianismo apocalittico nella cultura armena - III. Gli armeni e la spedizione persiana di Pietro il Grande (1722-1723) - IV. Gli armeni d'Ucraina e il movimento di liberazione in Transcaucasia (1722-1730) - V. Il ruolo politico della nobiltà armena nella Transcaucasia del XVIII secolo - VI. L'eccentrico illuminismo armeno. Le colonie dell'India nella seconda metà del XVIII secolo - VII. Jan Potocki e il suo progetto di liberazione dell'Armenia - VIII. "Il viaggio a Arzrum": l'Armenia deserta di Aleksandr Puškin - IX. "L'Araxessi fonderà con la Volga...". Considerazioni sui rapporti culturali armeno-russi in epoca imperiale - X. L'eroe, il mercante, il sovversivo: figure dell'armeno nella cultura russa pre-rivoluzionaria - XI. Gli armeni e l'Europa nel XIX secolo - XII. Pensiero e letteratura religiosa (secoli XII-XX) - XIII. Domenico Ciampoli e l'edizione Carabba dei "Canti popolari armeni" - XIV. La Turchia e il genocidio del popolo armeno. Un problema storiografico?