Il grande Paese Stampa E-mail

Aldo Ferrari

Il grande Paese
Studi sulla storia e la cultura russe

Mimesis Edizioni, pagg.210, € 18,00

 

ferrari_grandepaese  IL LIBRO – Gli studi riuniti in questo volume sono riconducibili a due distinte linee di ricerca. Nella prima vengono affrontati alcuni nodi “classici” dell’identità storico-culturale della Russia quali la valutazione delle riforme petrine, il rapporto con l’Europa, il posto del paese nella storia universale, la modernizzazione incompiuta del sistema politico e sociale zarista, la valutazione dell’evento rivoluzionario, la corrente eurasista ed il rapporto specifico – culturale e psicologico prima ancora che politico – sviluppato nei confronti dell’Asia e dei diversi “Orienti” incontrati nel corso dell’espansione imperiale. La seconda linea di ricerca rappresentata in questo volume è invece strettamente collegata alla dimensione multietnica ed “asiatica” della Russia, in particolare al rapporto con il Caucaso, le cui dinamiche sono investigate sia in alcuni aspetti storico-culturali sostanzialmente positivi (ad esempio le relazioni con gli armeni) sia in altri chiaramente negativi (l’espulsione del popolo circasso e gli scontri interetnici durante la rivoluzione del 1905).

  DAL TESTO – “Sin dal XVI secolo i sovrani di Mosca si erano impegnati ad attrarre specialisti occidentali per tentare di limitare il divario tecnologico che si stava formando tra il loro paese e l'Europa. Questa politica era stata continuata dai Romanov, saliti al trono nel 1613 al termine del Periodo dei Torbidi, grazie alla grande mobilitazione nazionale e religiosa che aveva consentito alla Russia di respingere la Polonia cattolica. Sotto i primi due sovrani Romanov, Michail (1613-1645) e Aleksej (1645-1676), aveva infatti avuto luogo la creazione di un embrione di industria nazionale e si era provveduto ad una prima riorganizzazione dell'esercito sul modello occidentale. Inoltre, per tutto il corso del XVII secolo la Russia moscovita recepì in maniera graduale ma continua e pervasiva elementi culturali europei, architettonici, musicali, letterari, artistici, in primo luogo attraverso la mediazione delle popolazioni slavo-ortodosse occidentali, rutene, come allora si chiamavano le genti che oggi diciamo ucraine e bielorusse, poste più direttamente a contatto con l'Europa. Lo stesso Pietro poté conoscere molti aspetti della vita occidentale - non i più raffinati, sembra – grazie alla presenza a Mosca dei numerosi stranieri (soprattutto tedeschi, olandesi ed inglesi) che vivevano nel cosiddetto "quartiere tedesco". D'altro canto, però, l'opera di Pietro ed il suo atteggiamento verso l'Europa si distinsero radicalmente da quelli dei suoi predecessori per la concezione del mondo che ne era alla base. Sovrani come Ivan IV o Aleksej Michailovič si servivano di specialisti occidentali per colmare l'evidente arretratezza tecnica del loro paese, ma non pensavano affatto che questo fosse complessivamente inferiore alle nazioni straniere. Anzi, il loro forte sentimento religioso ed un atteggiamento se vogliamo ingenuamente etnocentrico li portava a ritenere di essere spiritualmente superiori agli "eretici" occidentali. La Russia di Mosca si sentiva ed era il cuore del mondo cristiano ortodosso, l'erede di Bisanzio. I suoi sovrani erano totalmente indipendenti ed i loro territori occupavano estensioni inimmaginabili. Perché dunque sentirsi inferiori agli occidentali, perché tentare di assomigliare loro? La Russia di Mosca era cioé un mondo autonomo, fondato - nonostante le ripetute crisi - su valori spirituali e politici peculiari ed autosufficienti.”

  L’AUTORE – Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia del Caucaso e Storia della Cultura Russa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È inoltre responsabile dei Programmi di Ricerca “Russia/Vicini Orientali” e “Caucaso/Asia Centrale” dell’ISPI di Milano e vice-presidente dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC). Tra le sue pubblicazioni principali: Alla frontiera dell’impero. Gli Armeni in Russia, 1801-1917 (2000); La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa (2003); L’Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli Armeni (2003); Il Caucaso. Popoli e conflitti di una frontiera europea (2005); Breve storia del Caucaso (2007); In cerca di un regno. Profezia, nobiltà e monarchia in Armenia tra Settecento e Ottocento (2011).

   INDICE DELL’OPERA – Introduzione - Parte prima. La Russia e la storia universale - L'Europa, la Russia, il mondo - Čaadaev e le origini del pensiero russo - Il genio controcorrente di Konstantin Leont'ev - Solov'ev e l'ultimo secolo - La Russia zarista e la rivoluzione. Interpretazioni e problemi - L'Europa, la Russia e l'idea eurasista - Parte seconda. La Russia e il Caucaso - Jan Potocki e il suo progetto di liberazione dell'Armenia - Il viaggio a Arzrum: l'Armenia deserta di Puškin - Brjusov e gli Annali del popolo armeno - La rivoluzione del 1905 in Transcaucasia: il fattore etnico – I Circassi in Russia: un genocidio sconosciuto?