25 luglio 1943 Stampa E-mail

Emilio Gentile

25 luglio 1943

Laterza, pagg.XXIV-287, € 18,00

 

gentile 25luglio  IL LIBRO – Alle 2,30 del mattino del 25 luglio, dopo dieci ore di discussione, la maggioranza dei gerarchi del Gran Consiglio vota la sfiducia nei confronti del duce. Alle 17,30 dello stesso giorno Mussolini viene arrestato dai carabinieri. Ventiquattro ore di una vicenda rimasta finora avvolta in una selva di racconti mistificanti e di domande senza risposta: la fine del regime fascista.
  Dell'ultima seduta del Gran Consiglio, il 25 luglio del 1943, non fu redatto un verbale ufficiale. Non si sa, pertanto, che cosa effettivamente dissero e come si comportarono i partecipanti. Nelle tante memorie uscite negli anni successivi, il duce e i gerarchi hanno dato versioni contrastanti di quel che fu detto, come fu detto e perché fu detto. Molti sono gli interrogativi rimasti senza risposta: i gerarchi volevano veramente estromettere Mussolini dal potere? Volevano porre fine al regime per salvare la patria? Oppure furono dei traditori? Se il duce considerava l'ordine del giorno Grandi «inammissibile e vile», perché lo mise in votazione? Tutti i presenti rimasero stupiti dalla fiacca reazione del duce alle accuse che gli vennero rivolte durante la seduta. Era forse rassegnato a perdere? O addirittura voleva uscire di scena, come un attore che, dopo essere stato osannato per venti anni, alla fine era stato fischiato per aver perso la guerra? Congiura di traditori? Audacia di patrioti? O l'eutanasia di un duce? Documenti nuovi consentono finalmente di rispondere a queste domande, e a Emilio Gentile di raccontare un giorno cruciale della storia d'Italia con la suspense di un poliziesco.
  Con questa indagine, l'Autore fornisce nuovi elementi di fatto e di interpretazione, per conoscere meglio gli atteggiamenti e i comportamenti dei protagonisti della notte del Gran Consiglio, e per comprendere storicamente se quanto è accaduto fra il pomeriggio del 24 e il pomeriggio del 25 luglio 1943 fu una temeraria impresa di patrioti, come sostenne Grandi, una subdola congiura di traditori, come sostenne Mussolini, un suicidio, consapevole o involontario, di un regime, come sostenne Badoglio. Oppure fu, come cerca di dimostrare alla fine del volume, l'eutanasia di un duce, che aveva perso il suo carisma.

  DAL TESTO – "Durante la seduta, tutti i gerarchi rimasero sorpresi dal contegno del duce, che apparve non solo sofferente per il suo male fisico, che lo affliggeva dalla fine del 1942, ma dominato da una sorta di abulia, tanto da non contrastare efficacemente la sfida al suo potere condotta non solo dai promotori dell'ordine del giorno Grandi, ma anche dai gerarchi che ad esso si opponevano. Gli argomenti non gli sarebbero certo mancati. Per esempio, dal momento che aveva già in mente di proporre al re una mutazione nella composizione del suo governo, rinunciando ai dicasteri militari e persino al comando supremo, avrebbe potuto esporre chiaramente in Gran Consiglio questa soluzione, che certamente avrebbe condizionato gli incerti, gli indecisi o i perplessi, che non erano una minoranza fra i gerarchi, almeno fino al momento in cui la seduta fu sospesa verso le 23.
  "Inoltre il duce, dopo la sua deprimente relazione sulla situazione militare dell'Italia, riprendendo il quesito posto nel suo primo intervento - «Guerra o pace?» -, avrebbe potuto mettere gli oppositori di fronte al rischio di esautorare l'unica persona che avrebbe potuto convincere Hitler ad accettare un'uscita dell'Italia dalla guerra, per l'impossibilità di proseguirla con mezzi e armi adeguati che neppure l'alleato tedesco poteva più fornire. Oppure, avrebbe potuto insistere sul dilemma della sua personale dignità, cioè di dover rinunciare anche al comando politico e considerare finito il suo compito, qualora il re avesse accolto l'invito a riassumere il comando militare: dai racconti dei presenti, risulta che fu quello effettivamente il momento in cui vacillarono le adesioni dei meno risoluti fra i sostenitori dell'iniziativa di Grandi."

  L'AUTORE – Emilio Gentile, storico di fama internazionale, è professore emerito dell'Università di Roma La Sapienza e socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2003 ha ricevuto dall'Università di Berna il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica. Collabora al "Sole 24 Ore".

  INDICE DELL'OPERA - Prologo. Rashōmon a Palazzo Venezia - I. Fatti in cronaca - II. Il verbale che non c'è (Perché non c'è il verbale - Anche il duce prese appunti - Mussolini fu il primo - Spunta un verbale - Il resoconto Federzoni) - III. Il regime del duce (Ambiguità di una sfida - Dal partito armato al regime totalitario - Le esequie del regime parlamentare - L'organo supremo del regime - Stato monarchico a regime totalitario - Duce del fascismo, capo del governo, maresciallo dell'impero - Comandante supremo) - IV. Ai tuoi ordini, duce (Origine di una fede - Fedele in umiltà – Un «italiano nuovo» - Più fede, più fiducia, più fascismo - I nostri grandi Capi - Viva la guerra totalitaria - Il codice della razza italiana) - V. I tirannicidi del 25 luglio (Grandi l'assente - Appello al re - Un «piano temerario» - Popolazione inerte - Il re tace - L'amico fedele - La demolizione della monarchia - «Siamo ai tuoi ordini» - Il regime è l'Italia - Lode al fondatore dell'impero – La ragione dello Stato totalitario - Un grande momento storico - «Tutti annaspiamo») - VI. Prova di Gran Consiglio (Scorza e la mistica del duce - Il rifiuto di Grandi - Bottai il revisionista - Ragioni di una crisi - Tutti con Mussolini - Il «passo» - Preludio al Gran Consiglio) - VII. Gioco grosso (Versioni in contrasto - Apocrifi d'autore – Ordine del giorno Grandi: bozza prima - Grandi entra in gioco - Le versioni di Grandi - La versione di Bottai - Grandi dal duce - Quel che Scorza disse. O non disse - Ordine del giorno Grandi: seconda stesura - Ordine del giorno Grandi-Bottai: definitivo) - VIII. L'incognita del Gran Consiglio (Alla conta dei voti - Per «liberare» Mussolini - Massimo riguardo per il duce - Il piano di Scorza - Pensieri della vigilia - A Palazzo Venezia, ore 17 - Un duce irresponsabile - Le fratture del regime totalitario - Non contro il duce né contro il partito) - Epilogo. Eutanasia del duce - Ringraziamenti - Indice dei nomi