Israele e la sinistra Stampa E-mail

Matteo Di Figlia

Israele e la sinistra
Gli ebrei nel dibattito pubblico italiano dal 1945 a oggi

Donzelli, pagg. XII-198, rilegato, € 25,00

 

difiglia_israele  IL LIBRO – Nell’Italia repubblicana, numerosi ebrei aderirono ai partiti di sinistra. Questa scelta sgorgava naturalmente dall’opposizione al regime, che aveva visto ebrei e antifascisti partecipare alle stesse lotte e piangere gli stessi morti. Ben presto, Israele assunse un ruolo altrettanto centrale nella definizione dell’«autocoscienza» ebraica, creando così un piano di aperta conflittualità con buona parte di quelle stesse sinistre, di sovente arroccate su posizioni fortemente terzomondiste. Nacque un terreno di ibridazione simbolica di grande interesse, nel quale gli ebrei italiani di diverse generazioni avviarono continui ripensamenti della tragica eredità della Shoah, del legame con Israele, e di un impegno politico che spesso fu un aspetto essenziale delle loro vite. Il libro analizza i percorsi ideologici e intellettuali di alcuni di loro rimandando sempre al più ampio dibattito sul Medio Oriente. Da Franco Fortini a Emilio Sereni, da Amos Luzzatto ad Arrigo Levi, da Luca Zevi a Fiamma Nirenstein, le storie di tanti intellettuali solcano, mostrandone le profonde spaccature, i principali snodi di un paese oscillante tra rielaborazioni e rimozioni di un passato totalitario. Aprono squarci sulle complesse combinazioni di identità e politica. Offrono un punto di vista interno, quasi intimo, da cui poter seguire il cammino delle sinistre italiane.

  DAL TESTO – “La passione per gli Stati Uniti era condivisa dalla redazione de «L'Espresso», tabloid fondato nel 1955 da Eugenio Scalfari e Arrigo Benedetti, che per lunghi anni si avvalse della collaborazione di Zevi. Il gruppo de «L'Espresso» «sentiva profondamente i valori occidentali», e nella sua idea di Occidente «rientrava di diritto anche lo Stato d'Israele». Queste convinzioni, spiega Scalfari, scaturivano da un rifiuto della fascinazione mediterranea del regime di Mussolini, dell'atteggiamento filoarabo del Vaticano, nonché delle posizioni terzomondiste di Pci e di un certo Psi.
  “Tuttavia, nella primavera del 1967 la redazione fu solcata da una crepa profonda. Scalfari, tra i maggiori critici della guerra in Vietnam, difese dapprincipio le scelte israeliane con argomenti simili a quelli di Nenni e La Malfa, soprattutto, con un serrato parallelismo tra le vicende mediorientali da un lato e la lotta partigiana e il genocidio nazista dall'altro. Nel giro di pochi giorni, però, iniziò a manifestare dubbi sulla gestione della pace da parte di Israele che, disse, mantenendo i territori appena occupati rischiava di diventare una «nuova Prussia del Medio Oriente». Questi articoli gli valsero un duro contrasto con Benedetti che lasciò la redazione, anticipando un tema che sarebbe divenuto centrale da lì a pochi mesi. Nel maggio-giugno del 1967 i filoarabi, specie comunisti, sostennero che la chiusura degli stretti da parte dell'Egitto non poteva essere ritenuta una dichiarazione di guerra e che dunque Israele andava considerato come Stato aggressore. Secondo un vasto fronte filo-israeliano, invece, lo Stato ebraico si era difeso dall'attacco di paesi intenzionati a cancellarlo dalla cartina. Sia Scalfari, sia Benedetti sostennero quest'ultima tesi; ruppero invece quando Israele decise di mantenere i territori conquistati.”

  L’AUTORE – Matteo Di Figlia è ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Palermo. Tra le sue pubblicazioni: Alfredo Cucco. Storia di un federale (Palermo 2007), Farinacci. Il radicalismo fascista al potere (Roma, 2007).

  INDICE DELL’OPERA - Prefazione, di Salvatore Lupo – Introduzione - I. Dopo la catastrofe (1. Antefatti - 2. Tra guerra, fredda e destalinizzazione - 3. Pionieri 4. Vecchi e giovani. Il discrimine della «politicità» - 4. Ritorni. Guido Gadi Valabrega (parte prima) - 6. Intermittenti echi del passato) - Interludio sulla militanza. Amos Luzzatto - II. 1967 (1. Alleanze - 2. Lo scisma dei liberal - 3. Distonie. Il Pci - 4. Distonie. La diaspora - 5. «Ché nemmeno si definiscono ebrei». Franco Fortini ed Emilio Sereni) - Interludio sulla diversità. Guido Fubini - III. I lunghi anni della politica (1. Quale specchio per l'Occidente? - 2. Zone di confine - 3. Extraparlamentari - 4. «Una sempre più grave frattura all'interno dello stesso ebraismo» - 5. Roma. Luciano Tas, «Shalom» e l'opzione laica - 6. Milano. Da dove irradia l'associazionismo - 7. Torino. Giorgina Arian Levi e la nascita di «Ha-Keillah» - 8. Apogeo e crisi dell'antifascismo) - Interludio sulla complessità. Arrigo Levi - IV. Passaggi generazionali (1. 1982 - 2. Memorie divergenti. Anna Foa e Luca Fiorentino - 3. Identità composite. Luca Zevi - 4. Pensare le generazioni. Fiamma Nirenstein - 5. L'orgoglio della diaspora. Stefano Levi Della Torre) - V. Ora i tempi si sa che cambiano (1. Socialisti - 2. Repubblicani - 3. Radicali - 4. Difficoltose ricerche. Gabriele Eschenazi e Stefano Jesurum - 5. Walk up and down outside the wall - 6. Essere altro. Clara Sereni - 7. Ritorni. Guido Gadi Valabrega (parte seconda)) – Prospettive – Glossario - Elenco degli intervistati - Indice dei nomi