Vita e pensieri di Antonio Gramsci (1926-1937) Stampa E-mail

Giuseppe Vacca

Vita e pensieri di Antonio Gramsci (1926-1937)

Einaudi, pagg.XXII-370, € 33,00

 

vacca_gramsci  IL LIBRO – Antonio Gramsci fu un giornalista, un combattente e un pensatore politico che non ci ha tramandato «opere», ma un'ingente mole di scritti, lettere, e il grande zibaldone dei Quaderni del carcere. È generalmente considerato un classico del Novecento, ma finora le interpretazioni del suo pensiero non avevano potuto giovarsi di una ricostruzione storica della sua biografia dopo l'arresto. La prolungata inaccessibilità di molte fonti ha favorito il fiorire di una vasta letteratura, basata su congetture che, invece di chiarire i dilemmi che lo tormentarono, li hanno resi inestricabili. Grazie a una documentazione inedita e allo studio accurato degli scritti, quest'opera ricostruisce per la prima volta l'unità di vita e pensiero di Gramsci dall'arresto alla morte, collocando le tragiche vicende della sua esistenza nella storia della «guerra civile europea».
  La vita di Gramsci prigioniero del fascismo fu tormentata dall'angoscia e dai sospetti: l'angoscia per essere stato «messo da parte» politicamente e «dimenticato» anche dalla moglie; i sospetti che Togliatti e il Pcd'I ne sabotassero la liberazione. Nella sua condizione Gramsci vede riflessi i drammi della «grande storia» ed elabora una revisione profonda dei fondamenti del bolscevismo: la concezione della politica e dello Stato, l'analisi della situazione mondiale, la teoria delle crisi e la dottrina della guerra. Nei Quaderni del carcere si sedimenta cosí un nuovo pensiero col quale si riprometteva di dare battaglia, una volta libero, per mutare gli indirizzi del movimento comunista. Al tempo stesso, attraverso l'epistolario ne comunica i capisaldi a Togliatti, proseguendo il duro confronto che li aveva divisi alla vigilia del suo arresto. È un «capolavoro» di comunicazione in codice che contempla atti di ribellione contro la sconfessione della sua politica e aspre denunce per la sua mancata liberazione. Sullo sfondo, la lotta eroica per non cedere ai ricatti di Mussolini e difendere condizioni minime di sopravvivenza. Collocati nella storia, si sciolgono gli enigmi che hanno scandito per lunghi anni gli studi gramsciani, originati dalla scissione fra la sua vita e il suo pensiero.

  DAL TESTO – “Intanto la salute di Gramsci precipitava. Le manifestazioni più acute del suo malessere si traducevano in atteggiamenti aggressivi verso Tania e verso la stessa Giulia. L'inasprimento del regime carcerario aveva stimolato comportamenti particolarmente provocatori nei secondini, per cui Gramsci non riusciva più a riposare. Il suo sistema nervoso crollava e il 10 settembre s'era deciso a scrivere un esposto al direttore del carcere, nel quale, con il consueto acume politico, adoperava tutti gli argomenti che potevano imbarazzare le autorità fasciste per il comportamento «borbonico» dei carcerieri, giungendo a minacciare gesti «risolutivi» che potevano impensierire il governo. L'insonnia prolungata era certamente una causa fondamentale del suo crollo fisico e nervoso ma vi si aggiunsero i sospetti che Giulia fosse gelosa di Tania e che Tania e il partito potessero prendere iniziative «disonorevoli» per lui, forzando la sua volontà. Il 9 agosto scrisse crudamente a Giulia di non poter più reggere la relazione con lei; e il 15, scrivendo a Tania, adombrò il proposito di separarsi dalla moglie. Non sorprende che una relazione fortemente turbata da atroci condizionalità esterne originasse manifestazioni ambivalenti: è un paradosso solo apparente che l'uscita temporanea di Giulia dalla depressione avesse anche effetti negativi sulla psicologia di Nino, che pure ne era razionalmente felice. Il suo accelerato declino fisico e la disperazione carceraria non gli consentivano di essere in sintonia con il nuovo stato d'animo della moglie, esasperando la sua sindrome depressiva. Quanto a Tania, i motivi dell'aggressività di Gramsci che si manifestò in maniera inaudita nella lettera del 19 settembre erano originati, almeno all'apparenza, dal fatto che aveva preso contatto con il professor Arcangeli senza attendere il suo assenso, ma in verità scaturivano anche dalle sue attitudini affettive che Gramsci considerava ambigue e invadenti.”

  L’AUTORE – Giuseppe Vacca (Bari, 1939) è presidente della Fondazione Istituto Gramsci di Roma e della Commissione scientifica dell'Edizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Storico del pensiero politico, ha dedicato a Gramsci molti studi, fra i quali ricordiamo Gramsci e Togliatti (Editori Riuniti 1991) e Appuntamenti con Gramsci (Carocci 1999). Ha scritto inoltre Fra Italia ed Europa (1991), Pensare il mondo nuovo (1994), Per una nuova costituente (1996) e Da un secolo all'altro (1998). Per Einaudi ha pubblicato Vent'anni dopo. La Sinistra fra mutamenti e revisioni (1997) e, insieme a Chiara Daniele, Gramsci a Roma, Togliatti a Mosca, il carteggio del 1926 (1999). Nel 2001, sempre da Einaudi, è stato pubblicato Riformismo vecchio e nuovo e, nel 2012, Vita e pensieri di Antonio Gramsci (1926-1937). Ha condotto varie ricerche sul recupero e sulle prime edizioni delle Lettere dal carcere e dei Quaderni del carcere, concluse con il volume Togliatti editore di Gramsci (Carocci 2005).

  INDICE DELL’OPERA – Elenco delle abbreviazioni – Prefazione – Ringraziamenti - I. Prima dell'arresto (1. Le sorelle Schucht in Russia e in Italia - 2. L'eterodossia gramsciana) - II. Tania Schucht - III. Il ruolo di Piero Sraffa e i primi tentativi di liberazione - IV. Il giudice Macis - V. Il silenzio di Giulia e l'isolamento politico - VI. La «visita» di Gennaro Gramsci a Turi e di Sraffa a Mosca - VII. Temi e codici di comunicazione politica - VIII. La politica come lotta per l'egemonia. Intermezzo sulla Costituente (1. I testimoni e gli interpreti - 2. Il revisionismo gramsciano degli anni Trenta -  3. Americanismo e rivoluzione passiva - 4. La crisi dello Stato. Corporativismo e fascismo - 5. L'idea della Costituente - 6. Conclusioni) - IX. «Fili strappati» - X. Psicoanalisi e razionalizzazione - XI. La questione ebraica in Europa e in Italia - XII. Se la vita di Gramsci è in pericolo - XIII. Il codice Croce - XIV. Il ritorno della «strana lettera» (1. Le opportunità dell'amnistia - 2. Occasioni mancate - 3. L'interpretazione della lettera di Grieco) - XV. L'enigma del «tentativo grande» (1. Un nuovo progetto di liberazione - 2. Perduranti dissidi e nuovi sospetti sul partito - 3. L'atteggiamento di Togliatti - 4. Il «tentativo grande» verso il naufragio) - XVI. Un obiettivo raggiunto: la libertà condizionata (1. Peripezie burocratiche, errori grossolani e variazioni di percorso: da Turi a Formia - 2. Estenuanti dilazioni e sagaci trattative per vincere una battaglia decisiva) - XVII. L'espatrio negato (1. I limiti dell'impegno sovietico - 2. Il sospetto di essere stato sacrificato - 3. Il trasferimento alla clinica Quisisana - 4. Le ultime speranze di rivedere Giulia in Italia) - XVIII. Il destino dei «Quaderni» (1. L'azione di Togliatti per entrare in possesso dei manoscritti - 2. Sraffa «esecutore testamentario» - 3. L'iniziativa di Tatiana sulla lettera di Grieco - 4. Da Roma a Mosca - 5. Epilogo) - Indice dei nomi