Curzio Malaparte alle Isole Eolie Stampa E-mail

Giuseppe La Greca

Curzio Malaparte alle Isole Eolie
Vita al confino, amori e opere

Edizioni del Centro Studi Eoliano, pagg.280, € 20,00

 

lagreca_malaparte  IL LIBRO – “M’è caro ormai l’esilio, mi son care ormai quest’alte rupi e queste rive gialle di zolfo e di ginestre”. Così scriveva nel 1934 Curzio Malaparte – un illustre protagonista della cultura italiana del Novecento – dal suo “Caro esilio” eoliano: un ossimoro che riassume tutta la grandezza e la sofferenza di un uomo del bel mondo di quei tempi, catapultato su una manciata di scogli isolati, ma di rara bellezza, capaci di accogliere e di ispirare da secoli viaggiatori di tutta Europa.
  L’arcitaliano trascorre nelle isole Eolie un periodo di confino durato sette mesi – dall’ottobre 1934 al giugno 1935 – durante i quali si dedica alla scrittura, al suo cane Febo e all’amante Flaminia, che gli fu consentito di ricevere durante l’esilio eoliano.
  L’autore ha raccolto in questo libro le opere che Malaparte ha scritto durante questo periodo, le sue poesie dedicate all’isola di Lipari, alla sua gente e al suo mare, per offrirli a chi ama la storia e la letteratura del nostro paese.

  DAL TESTO – “[…] anche se confinato, Malaparte può scrivere. Nasce così lo pseudonimo "Candido", che userà fino al novembre 1935. Ritrova così una fonte economica di sostentamento, l'unica per alcuni anni, riprendendo quell'attività giornalistica che gli era molto congeniale, e scrivendo articoli di terza pagina, elzeviri ben lontani dalla questione di attualità. Malaparte da questo momento in poi, non si dedicò più all'impegno politico diretto, limitandosi all'osservazione solitaria e quasi solipsistica degli avvenimenti del suo tempo, volgendo la propria attenzione ai problemi generali dell'Europa, giudicata in preda ad una strutturale crisi morale, sociale e politica.
  “Confortato dalla lettera di Borelli datata 6 giugno 1934, Malaparte può lasciare l'ospedale militare di Palermo e imbarcarsi ancora una volta per Lipari. Vegliani racconta che, per ottenere il permesso di farlo scrivere, Aldo Borelli era dovuto andare direttamente da Mussolini. Gli aveva parlato con aria compunta di un "sincero pentimento" da parte dello scrittore, gli aveva illustrato le sue precarie condizioni economiche; si era però guardato bene dal dire che il pubblico era impaziente di rileggerlo, e alla fine si era permesso di ricordare al potente interlocutore che era stato lui, Mussolini, pochi anni prima, al momento in cui Malaparte era stato licenziato da La Stampa, a "suggerire" che iniziasse la collaborazione al suo giornale; e che anzi si era dovuta vincere per questo una certa resistenza da parte dei proprietari. Mussolini al momento sta preparando la guerra di Etiopia, ha ben altro per la mente che il caso di Malaparte e le bizze e i puntigli di Italo Balbo; il genero, da parte sua, non lascia perdere occasione per parlargli a favore dello scrittore. Il duce fa un po' il broncio, finge di riflettere, e alla fine dice: "Sia! Se è come dite voi, riprendetevelo pure. Non voglio però assolutamente, fino a nuovo ordine, che firmi con il suo nome!". È Malaparte stesso a scegliersi lo pseudonimo: "Candido"; un'allusione alla propria sostanziale innocenza, più che un richiamo a Voltaire. Gli articoli cominciano a uscire, e in poche settimane mezza Italia sa che "Candido" è Curzio Malaparte.”

  L’AUTORE – Giuseppe La Greca è uno storico siciliano, di Lipari nelle isole Eolie, specializzato nella ricerca di episodi ed eventi inediti della storia del suo arcipelago. Ha al suo attivo otto volumi, di cui cinque editi dal Centro Studi Eoliano tutti nella collana di Storia Eoliana, sui temi relativi alla storia delle cave di pomice di Lipari, alle terme di San Calogero, ai viaggiatori stranieri del ‘700 e dell’800, al confino coatto nel corso del Regno d’Italia, alla rivolta degli abitanti di Filicudi contro la mafia degli anni ’70. I suoi studi spaziano anche in altri ambiti storici quali - ad esempio - quelli relativi alla fondazione della città cnidia di Lipara e alla storia medievale e rinascimentale di Lipari, che saranno oggetto di future pubblicazioni.

  INDICE DELL’OPERA – Prefazione, di Gian Antonio Stella - Nota introduttiva, di Lina Paola Costa – Introduzione - Capitolo I. L'arresto (In viaggio verso Lipari) - Capitolo II. Le Eolie negli anni di Malaparte 1933-1934 - Capitolo III. Lipari (Le visite mediche - Caro Esilio - Senza titolo – Fedra – Il lebbroso di Lipari - La capra prigioniera - Sesta Sinfonia - L'otre di Ulisse - Epistola a Vincenzo Cardarelli -L'inglese in Paradiso ovvero L'arte di diventare inglese) - Capitolo IV. Flaminia (Brano – Donnamare - Donna sul prato - Nulla più mi resta di te) - Capitolo V. In giro per l'isola (Quattropani – Canneto) - Capitolo VI. Vulcano (Omertà - Madre che cerca il suo bambino – Caneluna) - Capitolo VII. Vita a marina corta (Emigrazione - Mattino a marina corta - Alba Marina - Il Mare Ferito - Cani in riva al mare - Elegia dell'Alba) - Capitolo VIII. Candido (Ulisse in Piazza – Scirocco - La Murena - L'isola di pietra galleggiante - Il pianto del mare) - Capitolo IX. Febo (Cane come me - Febo Cane Metafisico - "La Pelle") - Capitolo X. Addio Lipari (L'Albero Vivo – Poesia - Idillio, I - Idillio, II - Sparse nel Vento - Idillio sesto - Ex-voto - Le Conchiglie - I Cani - Disteso fra i sepolcri - Non m'accontento più - Un tempo era l'orgoglio - Idilli e Inni Sacri) - Capitolo XI. Appendice (Un Uomo a Lipari – L’isola dei Cani - Alba Marina - Febo Cane Metafisico) – Capitolo XII. Una breve biografia (La morte di Curzio Malaparte dopo lunghe e gravi sofferenze, di Carlo Bo - Malaparte (1959), di Indro Montanelli - Amare l'Italia significa saperne dire male) – Conclusione. Una proposta - Bibliografia