Dittatura e monarchia. L'Italia tra le due guerre Stampa E-mail

Domenico Fisichella

Dittatura e monarchia
L'Italia tra le due guerre

Carocci Editore, pagg.415, € 22,00

 

fisichella_dittatura  IL LIBRO – Nel disordine che colpisce l'Europa con la Grande Guerra, la crisi del sistema parlamentare apre in Italia la strada al fascismo. Sul piano internazionale esso si muove tra Francia e Gran Bretagna da una parte, Germania dall'altra. Le sfide si susseguono su diversi terreni: delitto Matteotti, Patti lateranensi, depressione del 1939, imprese coloniali, guerra civile spagnola, legislazione razziale, seconda guerra mondiale. All'iniziale non belligeranza segue l'allineamento alla Germania, fino al crollo del regime di Mussolini. È in questo ampio scenario che si colloca il problema delle relazioni tra dittatura e monarchia. Qual è il significato della "diarchia"? Come si configura il dualismo di Stato e partito? V'è stata la "fascistizzazione" dello Stato e della società civile? Quale ruolo ha svolto la Corona, e perché, nella fine del regime e nel capovolgimento dell'alleanza bellica? Perché e come il Re ha lasciato Roma? Quale lettura dare della Resistenza, e come si giunge alla Repubblica? Infine, quali sono oggi le condizioni della democrazia repubblicana?

  DAL TESTO – “Senza essere mai materialista nel senso marxista, perché fin dall'inizio della sua vicenda pubblica non ha creduto che il dato economico possa spiegare la complessità dell'intera esperienza collettiva, il primo Mussolini è sensibile ai temi della rivoluzione, della classe «più numerosa e più povera», dell'internazionalismo, dell'antimilitarismo. Di ciò si alimenta il suo socialismo. Ma attorno e durante la Grande Guerra matura la sua transizione dalla classe, con tutto ciò che ne consegue, alla centralità della nazione. Vivo rimane il rilievo della "questione sociale", alla cui importanza l'uomo politico romagnolo si manterrà sempre fedele, ma progressivamente gli appare chiaro che la "questione sociale", pur nella divisione del lavoro tra le classi e dunque nelle loro reciproche distinzioni, deve cercare e trovare la sua soluzione non nella lotta di classe e di classi, ma nella pur faticosa collaborazione tra le classi, ciascuna operosa nell'àmbito funzionale che le è proprio. È in questa possibilità, ricerca e istituzionalizzazione della collaborazione tra "produttori" exécutants e "produttori" dirigeants che si perseguono e si realizzano sia i reciproci interessi di classi e ceti, sia l'interesse nazionale.
  “La dittatura del proletariato postula la tendenziale emarginazione ed eliminazione, anche violenta, delle altre classi, emblematicamente della borghesia come recipiente onnicomprensivo di tutto ciò che non è proletariato, di tutto ciò che ad libitum la dittatura decide non essere proletariato, dunque lo slabbramento e lo sradicamento di un intero tessuto sociale. La collaborazione delle classi non necessita di una dittatura sovrana, rivoluzionaria. Le basta registrare che lo sviluppo economico, scientifico, tecnologico trasforma viepiù il tradizionale rapporto tra l'azienda e il capitalista di stampo proprietario e borghese in un rapporto tra azienda e managerialità, talché la proprietà diviene sempre più funzione sociale. E mentre la presa di potere bolscevica comporta inevitabilmente una guerra civile, perché la dittatura del proletariato presuppone l'esclusione dal consorzio civile del nemico di classe, che viene proclamato nemico del popolo mercé l'identificazione ideologica tra proletariato e popolo, il fascismo non si pone alla ricerca del nemico di classe e la sua presa di potere non si realizza mediante una guerra civile, men che meno mediante una guerra civile rivoluzionaria. Certo, la retorica rivoluzionaria trova spazio e ricorrenza nel messaggio fascista, sia per l'acquisizione dell'eredità insurrezionale mazziniana del Risorgimento sia per la biografia stessa del leader del movimento, ma i nemici interni - reali o giudicati tali - sono essenzialmente nemici politici.”

  L’AUTORE – Professore di Scienza della Politica, Dottrina dello Stato e Storia delle Dottrine Politiche nelle Università di Firenze, Roma “Sapienza” e LUISS, Domenico Fisichella ha unito a una lunga carriera accademica un’ampia esperienza politica e istituzionale come ministro per i Beni culturali e ambientali, vicepresidente del Senato per dieci anni, membro della Commissione bicamerale per la riforma costituzionale. Medaglia d’oro ai Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell’Arte, fa parte del Consiglio scientifico dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani. Editorialista per quasi un trentennio di importanti quotidiani, autore di numerosi volumi, suoi lavori sono tradotti in sei lingue.

  INDICE DELL’OPERA – 1. Il grande disordine europeo (Cresce il numero delle repubbliche - Una maggiore democratizzazione del continente? - La diffusa sconfitta della prospettiva liberale) - 2. Francia e Regno Unito: un confronto (Il travaglio della Terza Repubblica - Il laburismo partito di governo) - 3. Dalla Repubblica di Weimar alla Repubblica nazista (Un quadrilatero di potenzialità esplosive - Adolf Hitler e l’apprendistato viennese - Da Monaco a Berlino: la conquista del potere) - 4. Benito Mussolini alla guida del governo (Autoritarismo e totalitarismo: prime distinzioni - Aula sorda e grigia, Gran Consiglio, Milizia) - 5. La legge Acerbo e le elezioni del 1924 (Il dibattito sulla riforma del sistema di voto - Il collasso dei partiti antifascisti - I fascisti non hanno la maggioranza assoluta dei seggi - L’Italia sistema a partito egemone?) - 6. Dal delitto Matteotti all’Aventino (Una traumatica crisi politica - Il drammatico errore della “secessione” - Il ruolo dell’opposizione nel sistema rappresentativo - Mussolini preso tra due fuochi - L’intervento del 3 gennaio 1925 alla Camera - Le distinte specie del sistema rappresentativo) - 7. Provvedimenti di attuazione della dittatura fascista: un’analisi (Il problema del parlamentarismo - Attribuzioni e prerogative del Capo del governo - Dichiarazione di decadenza di 123 deputati - Difesa dello Stato, pena di morte, Tribunale Speciale) - 8. La monarchia di fronte al mutamento di regime (Quali responsabilità della Corona? - Lo Statuto Albertino e i suoi due cardini) - 9. Fascistizzazione dello Stato? (Milizia atto secondo - Gran Consiglio atto secondo - Tentazioni e tentativi di attacco al Senato) - 10. Sui caratteri del regime fascista (Dittatura commissaria o dittatura rivoluzionaria? - Diarchia e problema della successione - Subordinare il partito allo Stato) - 11. Lo Stato esprime una sua eticità? (Quel che ha detto Rousseau - Quel che ha detto Hegel) - 12. Significato della “rivoluzione nazionale” (Complessità e pluralità del mondo moderno - La Camera elettiva mandante della dittatura) - 13. Prospettive e limiti del corporativismo (In principio è il sindacalismo - “Terza via” e priorità della produzione - La Carta del Lavoro come dottrina etico-sociale) - 14. Un impegno di accordi a vasto raggio (Il Pantheon del pensiero politico fascista - Cinque elementi dell’instabilità europea - La teoria dell’imperialismo da Lenin a Togliatti - Qual è il senso del revisionismo italiano? - Riflessioni sulla politica estera di Roma - Il Mediterraneo tra Londra e Parigi - L’Italia e i problemi del Levante - Propositi di pace e Patti lateranensi) - 15. La tempesta della Grande depressione (L’iniziale recupero del dinamismo economico tedesco - “Quota novanta” tra liberismo e interventismo - Ruolo dell’agricoltura e “battaglia del grano” - Dal crollo di Wall Street al New Deal - La crisi in Italia e il significato della “terza via” - Capitalismo di Stato o politica di surroga?) - 16. Verso l’impresa etiopica (La politica coloniale torna in primo piano - La linea del “peso determinante” - Francia e Gran Bretagna escludono la guerra - Costi e profitti dell’impegno italiano nella nuova Colonia) - 17. I difficili equilibri della pace internazionale (Cultura indenne dalla fascistizzazione - Dall’Asse Roma-Berlino al Gentlemen’s agreement - La guerra civile spagnola - Anschluss e “accordi di Pasqua” - Crisi cecoslovacca e conferenza di Monaco) - 18. La questione della razza: da Berlino a Roma (Un cedimento sul terreno della politica estera - La razza come concetto puramente biologico - Dalla “dichiarazione” del Gran Consiglio alla legislazione) - 19. Il conflitto diviene inevitabile (La guerra: l’interrogativo è sul “quando” - Tra “patto d’acciaio” e problema dei tempi - Polonia e accordo Berlino-Mosca: è la guerra) - 20. Il tempo dell’attesa (Stalin e le prospettive imperiali sovietiche - La non belligeranza) - 21. La politica estera di Roma si allinea a Berlino (Dalla “strana guerra” al collasso francese - La suggestione della “guerra parallela” - La battaglia d’Inghilterra - Le conseguenze della campagna contro la Grecia) - 22. 25 luglio 1943 e fine della dittatura (Sottrarre l’Italia alla continuazione del conflitto - Il regime fascista: autoritario o totalitario?) - 23. Limitare i danni della guerra perduta (Le difficili tappe dell’armistizio - Sbriciolamento dello Stato e “fuga del Re”: i dati di realtà - Vertice dello Stato e forze armate italiane - Una riflessione sulla Resistenza - L’impegno della “cobelligeranza” - La base negoziale del rapporto con gli anglo-americani) - 24. L’attacco finale alla monarchia (Significato della “svolta di Salerno” (Umberto Luogotenente Generale del Regno - Il referendum istituzionale - Anche se posso avere errato) - 25. E adesso? (Prima Repubblica e “democrazia difficile” - Seconda Repubblica e bipolarismo di coalizioni - Un breve confronto con la storia passata - In marcia verso lo zero) - Nota bibliografica