Guerra all'ISIS Stampa E-mail

Aldo Giannuli

Guerra all'ISIS
Gli errori che abbiamo fatto,
perché rischiamo di perderla,
che cosa fare per vincerla


Ponte alle Grazie, pagg.238, € 13,50

 

giannuli isis  IL LIBRO – Aldo Giannuli, tra i maggiori esperti italiani di intelligence e geostrategia, si cimenta in un'inchiesta sull'ISIS: un «mostro» che tutti dicono di voler combattere, alcuni cercano di pilotare a proprio vantaggio (finanziandolo o contrastandolo timidamente) e, soprattutto, pochi dimostrano di aver compreso a fondo.
  Dopo quindici anni di guerre e centinaia di migliaia di morti, la «coalizione dei volenterosi», guidata dagli USA a partire dal 2001, ha ottenuto il paradossale risultato di rafforzare o addirittura trapiantare lo jihadismo in tutti i teatri in cui, a vario titolo, è intervenuta. Ne è derivata una centrale del terrorismo internazionale che sembra essere stata partorita dalla mente di un romanziere eccentrico. Un soggetto «liquido» in grado di passare dalla clandestinità al governo di uno Stato nel volgere di pochi anni; di rompere gli steccati fra le nazioni per fare proseliti ovunque, persino nei Paesi occidentali; di promuovere una sofisticata guerra psicologica fatta di atrocità reali e suggestioni simboliche; e di inserirsi a pieno titolo nel «gioco dei troni» che contrappone potenze maggiori e minori nello scacchiere mediorientale.
  Capire l'effettiva natura di Daesh, i suoi obiettivi strategici di fondo come i suoi ripiegamenti tattici, significa fare fronte al rischio, sempre più tangibile, di una sua catastrofica vittoria. Questo volume vuole suggerire il necessario cambio di rotta in una lotta che interessa tutti, dall'uomo comune al decisore politico; una lotta in cui, se oggi è troppo presto, domani sarà troppo tardi.

  DAL TESTO – "Il problema più serio è rappresentato dagli attentatori dell'esercito regolare» dell'ISIS, coordinati in una catena di comando precisa e continua, in grado di eseguire una precisa programmazione di attentati, con una regia psicologica molto efficace e con armamento adeguato. Però hanno un punto debole: sono organizzati. Quello che si guadagna in efficacia, si perde in termini di anonimato e clandestinità. E, infatti, in questi casi i servizi segreti di tutto il mondo e in ogni epoca hanno sempre lavorato per individuare il singolo insospettabile allo scopo di svelare tutta la rete o la maggior parte di essa; in questo erano bravissimi quelli dell'OVRA. Il principio è che il terrorista individuato e che non si sospetti tale porterà ai suoi complici esattamente come se fosse un confidente. Attraverso le sue frequentazioni, telefonate, mail, consuetudini cospirative, rivela al servizio che lo ha individuato i nomi dei suoi amici, i codici di criptazione (che si potranno studiare con calma), le tecniche cospirative del gruppo, gli eventuali dibattiti interni ecc. Poi, tramite i suoi contatti si identificheranno altri soggetti che porteranno ad altri contatti e così via risalendo verso la sommità della rete. Dunque, in questi casi, mai arrestare prematuramente gli individuati. Peraltro, conoscere, eventualmente, l'addetto al reclutamento permetterebbe di infiltrare agenti del servizio a carrettate. Nel caso poi si debba procedere di urgenza per prevenire attentati ormai in procinto di verificarsi, meglio far fallire l'azione con altri metodi: simulare un incidente d'auto, un arresto per reati comuni e senza particolare enfasi, provocare uno scontro con gruppi rivali, ecc. I servizi segreti di buon livello (come ce ne erano in anni diversi da questi) hanno sempre puntato al «colpo grosso» dell'azzeramento della rete, mai allo stillicidio di arresti. E seppure la rete non fosse debellata nella sua interezza e restassero a piede libero una serie di terminali non in collegamento fra loro, per ricomporre la prima ci vorrebbe diverso tempo, anche perché fra i superstiti ci sarebbe il timore d'essere ricercati, o che magari gli arrestati possano averli tiranti dentro ecc. In ogni caso, ci sarebbe un effetto demoralizzazione che avrebbe il suo peso."

  L'AUTORE – Aldo Giannuli è ricercatore in Storia Contemporanea all'Università degli Studi di Milano. Per diversi anni consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo, dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato una serie di inchieste dedicate al ruolo dell'intelligence nella società dell'informazione e alle sfide poste al mondo contemporaneo dalla globalizzazione e dalla crisi dei processi di modernizzazione: "Come funzionano i servizi segreti" (2009), "2012. La grande crisi" (2010), "Come i servizi segreti usano i media" (2012), "Uscire dalla crisi è possibile" (2012). È inoltre autore di "Papa Francesco fra religione e politica" (2013).

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione. Perché stiamo perdendo la guerra con l'ISIS - 1. Cosa vogliono gli jihadisti? (La vulgata corrente - L'Islam: un «continente culturale» - Coscienza senza coesione - Il Califfato e il disegno della «grande potenza islamica» - I termini reali dello scontro - Cosa vuole l'ISIS e qual è la posta in gioco?) - 2. Gli errori storici dell'Occidente (Il peso del passato - L'Islam fra modernità e ortodossia - L'Islam nella Guerra fredda e il nodo di Israele - Il caso egiziano - Dall'invasione russa dell'Afghanistan all'11 settembre - Dalla prima guerra del Golfo alla seconda guerra dell'Afghanistan - La seconda guerra del Golfo e la guerra civile irachena) - 3. Lo scenario attuale (L'occasione persa della Primavera araba - Veti incrociati, alleanze trasversali, doppi giochi e trappole reciproche: perché nessuno combatte l'ISIS - Perché gli USA non intervengono? I dolori del giovane Obama - Il gioco dei russi) - 4. L'ISIS e il Califfato (Una riflessione sul fondamentalismo - Abu Musab al-Zarqawi - Da AQI al Califfato - La struttura militare dell'ISIS: perché non funziona la guerra aerea? - I finanziamenti - Le forme di terrorismo dell'ISIS - ISIS e Al Qaeda, un confronto) - 5. Gli errori dell'intelligence occidentale (Gli errori culturali di partenza - L'ideologia antiterrorista - Gli errori dell'analisi - Gli errori informativi - Il cuore del problema: la mancanza del contrasto psicologico e politico – Gli errori operativi - La mancata realizzazione dell'Eurointelligence - Un bilancio) - 6. Le fragilità dell'Occidente (La fragilità costitutiva del mondo globale e il paradosso del «vantaggio dell'arretrato» - Le fragilità dell'Occidente - Come è cambiata la guerra - Le «carte» dell'ISIS: la strategia della «Fitna» e l'operazione «Daquib» - Cosa significherebbe un superstato islamista) - Conclusioni. Tirando le fila (Se ne può uscire? - Un ordine di priorità) - Note - Indice dei nomi