Il suicidio francese Stampa E-mail

Éric Zemmour

Il suicidio francese

Enrico Damiani Editore, pagg.520, € 19,00

 

zemmour francese  IL LIBRO – Dopo il XVII secolo, e più ancora dopo la Rivoluzione Francese, la Francia aveva acquisito l'abitudine di imporre la sua visione del mondo a un resto del mondo estasiato e sedotto da tante meraviglie. Oggi, non solo la Francia non arriva più a ricoprire questo ruolo, ma si vede costretta a ingoiare valori e costumi agli antipodi di quanto ha costruito per secoli. Le élite politiche, economiche, amministrative, mediatiche, intellettuali, artistiche che hanno ereditato il maggio 68 se ne rallegrano. Hanno disintegrato un popolo privandolo della sua memoria nazionale, hanno frantumato la sua unità con l'immigrazione di massa, e ora osservano compiaciuti la Francia che crolla. Ne scrivono con distacco e disdegno la ultime pagine di storia. Anno dopo anno, avvenimento dopo avvenimento, presidente dopo presidente, canzone dopo canzone, film dopo film... Questo libro è la storia di una decostruzione dei minimi meccanismi che hanno edificato la Francia.

  DAL TESTO – "Ogni giorno ci viene intimato di sottometterei alla sacrosanta "riforma". Questa premessa di rinnovamento non sarebbe neanche infondata, né illegittima; ma si scontra con un ostacolo di fondo: checché ne dicano gli "esperti" e i "luminari", il popolo non ha più alcuna fiducia nelle istituzioni. Spezzando le tavole della sovranità, i nostri governanti hanno infranto il loro patto millenario con il popolo francese. La politica è diventata un cadavere che, come i cavalieri di Torquato Tasso, continua a camminare anche da morta. Quanto ai governanti inglesi, loro parlano di "modernizzazione". La parola riforma risuona curiosamente negli animi francesi, rievocando lo scisma protestante, le guerre di religione, il "Parigi val bene una messa", e la vittoria finale della "Controriforma". Esortandoci alla "riforma" i nostri "buoni maestri" non si accontentano più di migliorare la nostra competitività economica o di instaurare un dialogo sociale più fruttuoso, ma ci rieducano, ci convertono. I nostri dirigenti sono diventati dei preti. Hanno smesso di governare e hanno iniziato a predicare. «C'è una ripartizione dei ruoli. La sinistra ci controlla da vicino, considerandoci un popolo pericolosamente incline al razzismo e alla xenofobia. La destra, ritenendoci un popolo di scansafatiche, minaccia in continuazione di attuare delle misure decisive che finalmente ci obbligheranno a lavorare. Insomma, tanto a destra quanto a sinistra, coloro che dovrebbero essere i nostri rappresentanti e i nostri governanti, sono diventati i guardiani della nostra virtù»."

  L'AUTORE – Giornalista e saggista francese, Éric Zemmour è una firma storica del quotidiano "Le Figaro". Le sue posizioni provocatorie e radicali sono molto note e dibattute. Oltre a "Le suicide français", che ha suscitato enorme dibattito, è autore anche di "Sii sottomesso", bestseller da oltre 100.000 copie in Francia.

  INDICE DELL'OPERA – Introduzione - 1970-1983. «La Storia non è la nostra legge» - 9 novembre 1970: La morte del padre della nazione - 4 giugno 1970: Morte del padre di famiglia - 16 luglio 1971: Il tradimento dei pari - 15 agosto 1971: La fine della parità - 28 febbraio 1972: La settimana che ha cambiato il mondo - 6 aprile 1972: Bruay-en-Artois: eliminabile perché borghese - 23 aprile 1972: L'Inghilterra nel cavallo di Troia - 17 giugno 1972: Gli uomini del presidente - 1 luglio 1972: La legge Pleven: la fine della libertà d'espressione in Francia - 16 novembre 1972: Come dicevano e come non dovremo più dire - Novembre 1972: La casa accanto alla fontana nel piccolo giardino – 3 gennaio 1973: La fine discreta del colbertismo - Gennaio 1973: Robert Paxton, nostro buon maestro - 22 febbraio 1973: Corre, corre la banlieue, ma non sa ancora dove - Luglio 1973: Divorziati così cortesi - 27 ottobre 1973: It's only rock and roll - 27 dicembre 1973: Si bruciano i reggiseni e i piccoli commercianti - Aprile 1974: Le danzatrici disinvolte - 10 maggio 1974: «Non avete il monopolio del cuore» - 20 ottobre 1974: Vincent, François, Paul e gli altri per chi suona la campana - 17 gennaio 1975: La donna è l'avvenire dell'uomo - 26 febbraio 1975: Siamo tutti Dupont Lajoie! - 12 maggio 1976: Chi sono i più forti, i Verdi, naturalmente! - Dicembre 1976: Haby sia chi ne pensa male - Giugno 1977: Lily è meglio di Zizi - 6 dicembre 1978: Maiale chi ritratta - 16 gennaio 1979: Ogni rivoluzione è in sé buona - 23 marzo 1979: La siderurgia cade per prima - 26 giugno 1979: I piccoli compagni assaggiano l'Eliseo - 3 ottobre 1980: I lupi sono entrati a Parigi dalla rue Copernic - 1 novembre 1980: Mio figlio, la mia battaglia - 14 gennaio 1981: L'ideologia dominante per le nullità - 24 gennaio 1981: Dallas o il mutamento d'anima - 26 aprile 1981: Marchais l'ultimo dei gollisti - Luglio 1981: Sua Maestà delle mosche nei quartieri Minguettes - 12 agosto 1981: Dal PC al PC - 2 marzo 1982: Il ritorno dei feudatari - 8 luglio 1982: Verdun a Siviglia - 21 marzo 1983: Il passaggio dalla luce al buio - 1984-1992. «Servono la buona causa e ci servono!» - 15 ottobre 1984: SOS balene - 4 novembre 1984: Canal+ il tempio catodico del bene - 8 dicembre 1984: Il giorno in cui NRJ (New Radio Jeune) piegò lo Stato - 19 ottobre 1985: E il CRIF uccise Napoleone - 25 settembre 1985: La nascita del potere gay - 21 dicembre 1985: San Coluche - Maggio 1986: Louis Schweitzer o il nuovo tradimento - Luglio 1986: Buren royal - 6 dicembre 1986: Nato in qualche posto - 7 ottobre 1987: Au revoir les enfants - 1 dicembre 1988: Verlaine e Van Gogh - 14 luglio 1989: La disfatta della "Grande Nazione" (I) - 18 settembre 1989: La disfatta della "Grande Nazione" (II) - 9 novembre 1989: La disfatta della "Grande Nazione" (III) - 10 gennaio 1991: Évin per sempre - Giugno 1991: I Rap-petout - 11 maggio 1992: Hélène e le sue amiche - 20 settembre 1992: La democrazia muore a Maastricht come d'Artagnan - Settembre 1992: Parole, parole, parole... - 1993-2007. "I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati" - 8 gennaio 1993: Il nome - 20 maggio 1993: La caduta del Berlusconi francese - 16 luglio 1995: De Gaulle rastrellato al Velodromo d'Inverno - 12 dicembre 1995: Maggio a dicembre - 15 dicembre 1995: Il triste viaggio del calcio dopo Bosman - 22 febbraio 1996: Da Luigi XVIII a Jacques Chirac - Aprile 1996: La gloria di Ritchie' D - Agosto 1996: L'invenzione dei sans-papiers - 6 novembre 1997: Cento milioni di morti... Et moi, et moi, et moi – 12 luglio 1998: Black-blanc-beur - Novembre 1999: José Bové o il tradimento di Asterix - 10 luglio 2000: Airbus story - 25 marzo 2001: Parigi non sarà sempre Parigi - 11 dicembre 2001: Un destino da Mezzogiorno - 21 aprile 2002: No pasarán - 14 febbraio 2003: Il chepì di de Gaulle sulla testa di Aristide Briand - 28 maggio 2003: Non tutti possono essere Bonaparte - 1 novembre 2003: Jean-Claude Trichet o il trionfo romano dell'oligarchia imperiale - 27 ottobre 2005: La Francia delle tre gioventù - 2 dicembre 2005: Austerlitz, non so cosa sia - 13 dicembre 2007: Vedi Lisbona e poi muori - Conclusioni: E poi... - Nomi e acronimi - Indice