Gertrude Stein. Identità e genere Stampa E-mail

Anna Maria Verna – Giulietta Rovera

Gertrude Stein
Identità e genere
Temi di una scrittura magica


Luciana Tufani Editrice, pagg.217, € 14,00

 

verna stein  IL LIBRO – A Stein si è riconosciuta subito la straordinaria personalità non la qualità di grande scrittrice.
  La sua capacità di affascinare veniva utilizzata contro chi ne riconoscesse il valore attribuendo il giudizio alla magia della sua conversazione.
  Sono state le studiose femministe e il Teatro d'Avanguardia a dare un apporto fondamentale alla comprensione di Stein. Le prime collocando la sua scrittura nelle problematiche di genere, il secondo liberando tutto il potenziale sovversivo della sua visione della scena teatrale. Tali prospettive hanno consentito di cogliere l'importanza di una scrittura che ha avuto profonda influenza su differenti fenomeni culturali del Novecento grazie a una creatività libera e molteplice fonte di un grande piacere intellettuale e di una sorta di euforia della mente.

  DAL TESTO – "La meditazione non richiede un pubblico, ciò che Stein scrive non lo scrive pensando a un pubblico, anzi presuppone l'esclusione di ogni interferenza esterna. Stein si concentra unicamente sull'oggetto dell'osservazione lasciando che le parole si formino nella sua mente fino a dare forma linguistica alla sua percezione. La meditazione dà forma alla creazione che produce il processo di parole che diventano discorso, ciò che Stein crea con la meditazione è il processo della mente che costruisce il suo discorso. Nella meditazione Stein era presente non come personalità che si manifesta nell'esteriorità ma come agente di un processo verbale che percepisce e costruisce una realtà esterna, in altri termini utilizzava la propria personalità nella sua dimensione di pura percezione. La meditazione non produce una scrittura automatica né porta ad associazioni inconsce, Stein non era interessata né al Simbolismo né alla scrittura automatica, scrivere senza controllo non era per lei arte, neppure scrivere per associazioni come i Surrealisti."

  LE AUTRICI – Anna Maria Verna, già docente di Storia delle donne presso la facoltà di Scienze politiche dell'università di Torino, è autrice di numerose opere nel campo degli Women's Studies. Nell'ambito di questo tipo di studi ha pubblicato: "Donne e cultura", con un'intervista a Simone de Beauvoir (1977); "Autonomie politique du féminism italien" in «Les Temps Modernes» (1978); "Patriarcato e potere nel pensiero politico di Thomas Hobbes e John Locke" (1982); "Jean-Jacques Rousseau e la nascita del 'maternage'" (1988); "Alterità. Le metamorfosi del femminile da Platone a Lévinas" (1990); "Donne del Grand Siècle" (1994); "Simone Weil. La provocazione dell'intelligenza" (1999); "Sara Kofman: le seduzioni del doppio" (2003); è autrice della voce "Patriarcato" in "Glossario. Lessico della differenza" (2007). Con le edizioni Tufani ha già pubblicato "Utopia e femminismo" (2009), "Passioni", un saggio su Virginia Woolf, Vita Sackville-West, Marguerite Yourcenar (2011,. "Stein Paris" (2014).
  Giulietta Rovera è nata a Torino e vive a Roma. Giornalista, scrittrice e autrice di commedie gialle e di spionaggio per la Rai-TV, ha pubblicato "Giornali, pubblica opinione, Medio Oriente" (1978); "Delitto d'onore" (1990), "Come io mi voglio" (2005), "Per Hobby e per passione. Dai fanatici di Barbie ai ladri di manoscritti, dai cultori del sesso ai collezionisti di farfalle" (2013).

  INDICE DELL'OPERA – 1. Stein as Stein, di Anna Verna - 2. Immagini di Gertrude Stein, di Giulietta Rovera - Bibliografia