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Richard Hofstadter, con "L'odio per gli intellettuali in America" (titolo originale: "Anti-Intellectualism in American Life", 1963), consegna alla storiografia statunitense un'opera di straordinaria portata analitica e critica, capace di indagare con acume le tensioni latenti e manifeste che attraversano la cultura politica e sociale degli Stati Uniti. Pubblicato in un momento cruciale della storia americana — nel pieno della Guerra Fredda e poco prima dell'assassinio di John F. Kennedy — il libro si impone immediatamente come uno strumento interpretativo fondamentale per comprendere le dinamiche ideologiche...
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Luciano Canfora, filologo classico di fama internazionale e intellettuale tra i più acuti nel panorama europeo contemporaneo, nel saggio "Europa gigante incatenato" affronta con rigore critico e prospettiva storica un tema cruciale del nostro tempo: la progressiva marginalizzazione del continente europeo nello scacchiere geopolitico globale. Il volume si configura come un pamphlet colto e militante, che invita il lettore a interrogarsi sul presente e sul futuro del progetto europeo, alla luce delle tensioni tra sovranità, sudditanza strategica e vocazione continentale. Il titolo stesso richiama con efficacia la tesi...
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Il primo numero del 2025 della rivista "La Fionda", intitolato "Noi e l'America. Atlantisti ed eurofanatici", si segnala per il notevole spessore analitico e critico sul ruolo che la relazione italo-statunitense ha assunto nella configurazione delle dinamiche politiche, economiche e culturali italiane nel secondo dopoguerra, fino ai nostri giorni. L'impianto del volume si fonda su una riflessione ampia e multidisciplinare, che chiama in causa competenze eterogenee – dalla scienza politica alla storia delle relazioni internazionali, dall'economia alla filosofia politica – e propone un'interpretazione articolata dell'intreccio...
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Franco La Cecla e Piero Zanini, nel volume "Lo stretto indispensabile", propongono un'indagine originale e teoricamente densa sugli stretti marini come dispositivi antropologici e simbolici, interrogando questi passaggi geografici non soltanto nella loro dimensione fisica, ma soprattutto nel loro valore concettuale e culturale. Il testo si configura come un'opera ibrida, a cavallo tra saggio antropologico, riflessione geografico-politica e digressione letteraria, che si propone di decifrare la portata epistemologica degli "stretti" quali luoghi di attrito e di transito, di separazione e di connessione, di conflitto...
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