Novità


Il piccolo Benito, un deportato
derrico_piccolobenito  “Chissà quante volte tu pure hai sentito la favoletta della cicala e della formica. E certamente ti avranno detto che la formica non si stanca di accumulare nella buona stagione, per godere poi, tranquilla e felice, nella cattiva, senza sacrifici o pensieri di sorta. Ed è vero! Ora, a voi uomini che cosa accade? Sacrifici e umiliazioni, rinunzie e privazioni, dolori e insulti inflitti a voi tutti da questi sciagurati, i quali, indossando la divisa come una corazza, s'illudono di essere diventati per sempre i padroni del mondo! E non ne sono, invece, che i servi sciocchi e presuntuosi, gonfi di un orgoglio...
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I misteri dei pirati

spano_misteri  Stefano Spanò è nato a Terni nel 1953. Dopo gli studi liceali, ha lavorato nel settore del commercio e della moda. Nonostante gli impegni di lavoro è riuscito a coltivare la passione per le ricerche letterarie e storiche nel mondo della psicologia e della sociologia. Stimolato dai consigli della dottoressa Irene Villar, in età matura ha cominciato a scrivere romanzi d’avventura destinati ai giovani, come contrapposizione alla letteratura volgare e disinibita che, purtroppo, oggi dilaga. L’opera di Spanò mira a rendere attuale una lettura sana e gradevole, stimolando la fantasia di un tempo...

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Il Risorgimento e il Brigantaggio
langiano_risorgimento  “Tra i deputati, addirittura dei Settentrionali sono sconcertati: uno per tutti, Giuseppe Ferrari, milanese, a differenza del celebrato Cavour, nel 1862 volle visitare il Sud per rendersi conto della gravità della situazione, di cui tanto sentiva parlare dai suoi colleghi meridionali: a parte la distruzione pressoché totale di una Gaeta, che solo l’opera dei suoi cittadini cercava di rimettere in sesto, trovò Napoli, ridotta ormai al rango di normale città di provincia, in preda alla delinquenza più incontrollata. Questo era stato un altro dei “capolavori” del buon Liborio Romano, il quale […] in prospettiva...
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I Borbone, Gaeta, i T.
gabassi_borbone  L'evidente romanticismo, e la sublimazione di eventi storici e familiari che si respirano leggendo i racconti, sono l'espressione di un'anima delicata e sensibile; gli Avi dell'Autore sono stati uomini semplici ed egli, come loro, è un uomo semplice. Ogni essere umano è la sostanza di un passato appartenuto ad altri, la meravigliosa eredità dei suoi Antenati, il simbolo di una continuità della specie che lo rende unico e inimitabile. Pagina dopo pagina, in un ordito sempre variato di episodi e di pensieri, si snodano, nel primo racconto, le vicissitudini di Pasquale, Vincenzo e Salvatore; nel secondo...
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