Novità


Diario di Paganico

zucconi diario  «Fra pochi giorni dovrò affrontare la carica di procuratore generale. Ma stamattina, a un'enorme distanza, nel mondo del bosco dopo la pioggia, fra i suoi odori, mormorii e trasalimenti, estirpo rovi e libero tronchi dai viluppi delle vitalbe.» La responsabilità di alto magistrato (è stato Primo presidente della Corte di cassazione) non esaurisce vita e pensieri di Ferdinando Zucconi. La sua memoria è segnata dagli alberi e dalla natura quanto dalle responsabilità sociali e dai rapporti umani. È devota a una casa di campagna quanto al suo dovere di amministratore di giustizia. Ne sortisce un Diario irrequieto e vario...

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Ezra Pound e l'arte italiana

mirabile pound  Ezra Pound (1885-1972), il più grande – e controverso – poeta americano del Novecento, trascorse la maggior parte della sua vita fra Rapallo e Venezia. Non sorprende quindi che la lingua e la cultura italiana punteggino tutto il corpus e, in particolare, il monumentale poema di Pound, i Cantos, una sorta di Divina Commedia per la modernità. Protagonista dell'interesse dell'autore per l'Italia è soprattutto l'arte del Quattrocento: Beato Angelico, Botticelli, Bellini, Carpaccio, Mantegna, e molti altri anche fuori dalla classe dei grandi. Gli artisti, l'architettura, il paesaggio della Serenissima, poi, costituiranno le...

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Cento minuti sul Vangelo

botta cento  "L'accoglienza della Parola di Dio non è scontata. Non si impone in modo automatico. Ci può essere l'impermeabilità più assoluta, perché assolutamente vera è la libertà dell'uomo. Davanti a Cristo si può restare indifferenti e allora Satana rapina tutto il buono che Cristo ci vorrebbe donare. Oppure ci si può entusiasmare per Gesù superficialmente, ma anche questo non è sufficiente per contrastare le inevitabili persecuzioni e tribolazioni che scaturiscono dall'accoglierlo. L'incostanza è definita come abbattersi quando sopraggiungono le difficoltà. Cristo per chi vuole vivere unito a Lui...

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Lenin

gorkij_lenin  «Non mi aspettavo che Lenin fosse come era», ammette Gorkij parlando della prima volta che ne fa la conoscenza. Vladimir Ilic Lenin viene descritto dallo scrittore come se fosse un personaggio di un romanzo, con la sua semplicità e schiettezza che si manifesta fin nella postura, le braccia incrociate con i pollici sotto le ascelle, la erre un po' arrotata in gola e gli occhi «stupendamente vivi». Sei anni dopo la morte di Lenin, Maksim Gorkij ritorna con la memoria sugli eventi che ha vissuto in compagnia della persona che più ha segnato la storia della Russia rivoluzionaria, per parlarne ora al di là...

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