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Ad Hammamet. Ascesa e caduta di Bettino Craxi

pacelli hammamet  Bettino Craxi giunse ad Hammamet il 16 maggio 1994: ad attenderlo all'aeroporto di Tunisi c'era il vecchio fuoristrada Toyota, che insieme a una Mercedes, pure lei con qualche anno d'età, costituiva il parco macchine della residenza tunisina dell'ex Presidente del Consiglio. Arrivò giusto in tempo: quattro giorni prima in Italia era stato disposto dai giudici milanesi il divieto di espatrio per lui come per tutti gli altri inquisiti dalla Procura della Repubblica di Milano, dallo stesso palazzo da cui era partita quella specie di tifone tropicale che fu Tangentopoli. Qual è stato il ruolo di Bettino Craxi nella storia...

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L'ultimo Craxi. Diari da Hammamet

spiri ultimocraxi  La Medina, il canto di un muezzin che invita alla preghiera, il saluto dei pescatori, lo sguardo rivolto verso il mare, a scrutare l'orizzonte, forse nell'illusione di sentirsi più vicino all'Italia, meno solo. Le giornate di Bettino Craxi sono tutte uguali ad Hammamet, scivolano lentamente tra rabbia, speranza e rassegnazione che si rincorrono quasi fossero tessere impazzite di un mosaico da sistemare. L'icona di un vecchio sistema di potere sfugge al malessere che gli procura la mutata condizione esistenziale tenendosi occupato il più possibile. Nuovi lavori e singolari passatempi, ma...

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I Naqshbandī

giordani naqshbandi  La Naqshbandiyya è attualmente uno degli ordini sūfī più diffusi nel mondo islamico, soprattutto nella sua parte orientale. In Turchia, Siria, Iraq, India, Pakistan, Indonesia e nell'Asia Centrale la presenza dell'ordine ha sempre avuto effetti concreti su vari aspetti della vita sociale, sulla formazione delle élite politiche, sull'educazione e soprattutto sulla vita spirituale di migliaia e migliaia di uomini e donne. La storia dell'ordine inizia con la nascita dell'Islam e continua durante i secoli fino ai tempi attuali; un tempo veniva chiamata Tariqa-yi Khwajagan, "La Via degli antichi maestri", ma...

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Dopo le bombe

giannuli dopolebombe  Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo...

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