Novità


Il ritorno della geopolitica

valigi geopolitica  Dopo la fine della Guerra fredda alcuni analisti avevano prefigurato la progressiva dematerializzazione delle relazioni internazionali, l'allentamento della competizione tra Stati e la loro inevitabile integrazione attraverso le Organizzazioni internazionali. Sin dal principio del XXI secolo, al contrario, la prossimità territoriale, le sfide regionali all'ordine unipolare e la crisi di numerosi strumenti di governo multilaterali hanno riportato al centro dell'agenda politica la dimensione locale delle dinamiche di sicurezza. Tale processo appare oltremodo evidente nello Spazio post-sovietico. "Il ritorno della...

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Come un incubo e come un sogno

savona incubo  Questo lavoro è una memorialia di mezzo secolo di storia di un economista libero, come l'autore ama definirsi, ma anche la moralia che ne ha tratto. Le vicende interne e internazionali intercorse tra la prima crisi della bilancia dei pagamenti italiana del 1963 e la Grande recessione iniziata nel 2008 sono state definite "un incubo", termine mutuato dall'Ulisse di Joyce. Esse si sono incrociate con le numerose vicende personali dell'autore che, essendo inattese e ricche di conoscenza, lo inducono a definirle per lui "un sogno". Lo scopo del lavoro è di trarre da questo incontro di fatti e di esperienze...

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Il segreto del potere

palano segreto  Il realismo politico ha sempre coltivato l'ambizione di penetrare il segreto più oscuro del potere. La realtà cui allude spesso polemicamente il realismo politico è infatti la cruda realtà del potere e del conflitto: una realtà che soggiace a implacabili «regolarità» e che scaturisce dai caratteri immutabili della «natura umana». Questo volume cerca però di mostrare come ogni progetto che si ispira al realismo politico si trovi lacerato da un paradosso strutturale. Da un lato, il realismo ambisce infatti a far discendere la propria comprensione delle «regolarità» della politica da una conoscenza...

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Gli inviati di Mussolini

fattore inviati  Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, Mussolini decide che gli inviati dei giornali siano richiamati alle armi e inquadrati in nuclei. Il suo modello è quello tedesco delle Propagandakompanie, ma la versione italiana dei giornalisti-soldati resta lontana dall'originale della Wehrmacht. Il risultato, infatti, è un conflitto permanente tra autorità politica (ministero della Cultura popolare), militare (Comando supremo, ministeri della Guerra, della Marina e dell'Aeronautica, comandi locali) e direzioni dei singoli quotidiani, per la gestione, l'orientamento e la censura dei giornalisti. Indro Montanelli, Dino Buzzati...

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