Novità


«Io ritornerò». Lettere dalla Russia 1942-1943

corti ritornerò  Il 9 giugno 1942 Eugenio Corti partì volontario per la campagna di Russia, l'esperienza decisiva della sua vita, in cui maturò la risposta alla vocazione di scrittore. Le immagini che vide, le storie che incontrò e il gelido calvario della Ritirata, si verseranno poi nelle pagine dei suoi capolavori, "I più non ritornano" e la grande saga del "Cavallo rosso". Ora, grazie a queste preziose lettere, qui pubblicate per la prima volta, possiamo conoscere particolari inediti di quella tragica avventura e del cantiere remoto di un narratore assetato di verità e di bellezza. L'intento del volume è di rendere disponibili le lettere scritte da...

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Lettere al professore

celine professore  Le lettere indirizzate da Céline a Milton Hindus – di cui la casa editrice Archinto aveva già pubblicato nel 1992 una prima scelta con il titolo "Lettere dall'esilio" – coprono gli anni dal 1947 al 1949, periodo nel quale lo scrittore si trova in esilio in Danimarca e ne costituiscono una vivida testimonianza. Incriminato dai tribunali francesi per antisemitismo e collaborazione con gli occupanti nazisti, Céline trova in Hindus, docente universitario americano, ebreo e firmatario di una petizione in suo favore, un insperato sostegno nella sua battaglia per difendersi dalle accuse giudiziarie e per rilanciare la sua...

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Il ritorno di un re

darlymple ritorno  Nel 1839 un'armata britannica di quasi ventimila uomini invade l'Afghanistan per insediare sul trono del paese un sovrano fantoccio, Shah Shuja, e contrastare così la temuta espansione russa in Asia Centrale: è l'inizio del Grande Gioco, la sanguinosa partita a scacchi tra potenze coloniali europee per il controllo della regione, immortalata da Kipling in Kim. Ma è anche il primo fallimentare coinvolgimento militare dell'Occidente in Afghanistan. Meno di tre anni dopo, il jihad delle tribù afghane guidate dal re spodestato, Dost Mohammad, costringe gli inglesi a una caotica ritirata invernale...

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Boschetto 125

juenger boschetto  Sul fronte francese, nel 1918, l'ultimo anno della prima guerra mondiale, il ventitreenne Ernst Jünger è tenente nella compagnia assegnata al «Boschetto 125». In trincea, infilato nel tascapane, ha sempre con sé uno di quegli esili quadernetti sui quali annota i propri appunti: la scrittura accompagna costantemente l'esperienza in campo. In seguito l'autore riprenderà questo diario di guerra per farne un racconto: Boschetto 125. Il giovane ufficiale, che verrà decorato con la croce «pour le mérite», massima onorificenza militare tedesca, narra episodi di combattimento e vita di trincea...

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