Novità


Nella trappola irachena
  La testimonianza, l’analisi e la denuncia di un vescovo che «ha provato la miseria» di un popolo intrappolato in un paradiso tristemente perduto. Il racconto in prima persona del dramma quotidiano dei cristiani iracheni, sempre più spesso costretti all’esilio perché divenuti stranieri nella loro terra. L’Autore, dopo aver ricordato la secolare grandezza del contributo cristiano al patrimonio iracheno, denuncia la «dhimmitudine», quella sottomissione perversa a cui i non musulmani dei Paesi islamici sono costretti per godere del diritto di vivere nel loro Stato. Chiama in causa l’Occidente, analizzando le cause religiose, storiche e sociali che hanno portato i seguaci di Gesù al...
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Voce che grida dal deserto
  Una voce limpida si leva da una terra troppo a lungo martoriata e offesa dagli uomini: chiede pace per un luogo che sente suo per nascita e per vocazione. Da quella Terra Santa, dove sembrano non spuntare più germogli della giustizia per ogni suo abitante, Michel Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme, invita le donne e gli uomini di buona volontà a trovare il coraggio di denunciare le violenze e di realizzare una pace equa per tutti. Esorta a «vedere nell’altro non più un nemico da odiare e da combattere, ma un fratello e un amico con cui costruire finalmente le nuove società palestinese e israeliana». Voci altrettanto incisive e profetiche di...
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Il mio futurismo
  “Il ritmo rapido che ha acquistato la vita obbliga, sostengono i futuristi, ad una maniera diversa di esprimersi, che non dia più posto preponderante alla sintassi, alla punteggiatura, alla aggettivazione, che anzi devono essere progressivamente abolite. Il telegrafo, il telefono, il treno, le macchine, gli aeroplani, il cinema, i giornali esercitano sulla psiche umana enorme influenza. Dice Marinetti nel manifesto L’immaginazione senza fili e le parole in libertà (1913) che il futurista, appunto, “si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuta per effetto delle grandi scoperte scientifiche”. “Un uomo comune può trasportarsi con una giornata di treno da una piccola città dalle piazze deserte...
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Lassù i primi. La montagna che vince

  "Lassù gli ultimi" era il titolo di uno splendido libro di alcuni decenni or sono. Quando la montagna era "il mondo dei vinti". E nell’immaginario collettivo le Terre Alte sono rimaste un mondo a parte, destinato alla scomparsa per consunzione. Un mondo superato, sopravvissuto a se stesso.

  Non è così. La montagna vive e conserva valori e potenzialità che il piano neppure si immagina. Valori scomparsi altrove, potenzialità ancora inespresse. Ma per la montagna si aprono prospettive di rilancio, di vita, di un futuro molto più interessante di quello che la pianura avrebbe...

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