Novità


Mitra e Compasso. Storia dei rapporti tra Massoneria e Chiesa da Clemente XII a Benedetto XVI
 Il rapporto tra la Massoneria e la Chiesa cattolica riveste una grande attualità per le ricorrenti discussioni sul tema della laicità dello Stato. Le frequenti esternazioni delle gerarchie ecclesiastiche su argomenti che riguardano la vita civile italiana suscitano anche oggi reazioni forti da parte di politici e studiosi di area laica. Andando con lo sguardo al passato, il libro si sofferma sulle relazioni tra il Vaticano e la Massoneria, partendo dalla bolla di scomunica di Clemente XII fino ad arrivare all'attualità.
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Palestina 1881-2006. Una contesa lunga un secolo
Fabio De Leonardis
La Città del Sole, pagg.452, Euro 18,00
 
“Dopo il massacro di Sabra e Chatila i dubbi che l’invasione aveva già generato nell’opinione pubblica divennero pesanti come macigni. La brutalità delle sofferenze che Israele aveva inflitto ai palestinesi per decenni, rimosse dalla quotidianità con la giustificazione della “sicurezza” e della “lotta al terrorismo”, 
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L'Ultimo. Il memoriale inedito della guardia del corpo di Hitler (1940-1945)
Rochus Misch è l'ultimo. L'ultimo sopravvissuto delle guardie del corpo di Adolf Hitler. L'ultimo soldato ad aver lasciato il bunker del Führer il 2 maggio 1945, il giorno in cui l'Armata Rossa s'impossessa della capitale del Terzo Reich, ormai in rovina. Uno dei pochi testimoni ad aver visto i corpi inerti del dittatore e della sua compagna, Eva Braun, accartocciati su un canapè nella loro tomba di cemento e acciaio. L'SS di ventisette anni a cui Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda, si è rivolto qualche minuto prima di suicidarsi a sua volta.
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I «figli» di Hitler
“È probabile che a tutt’oggi molti «figli della guerra» ignorino ancora le loro vere origini e che altri ne siano venuti a conoscenza solo alla morte dei genitori adottivi; in parecchi casi, le leggi che vietavano l’accesso agli archivi e alle rispettive storie familiari furono modificati quando ormai i «figli della guerra» erano adulti se non addirittura anziani. Il silenzio tuttavia non era del tutto impenetrabile. Un cenno oggi, un’allusione domani, e nella loro mente nascevano dubbi e domande inquietanti ma, anche quando trovavano il coraggio di parlarne, non sempre ricevevano risposte dalla famiglia. Spesso era per proteggere i figli che si nascondeva l’identità del loro padre, ma non era questo il mezzo più adatto: non di rado i bambini subirono abusi, rifiuti e quasi sempre la condanna sociale. In molti di loro insorsero vere e proprie crisi di identità; in ogni caso persero comunque l’occasione di conoscere il proprio padre e i parenti tedeschi”. 
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