Novità


Limes Rhaetiae. Una disperata guerra di confine nel 165 d.C.
  Provincia romana di Rezia, 165 d.C. Un pugno di uomini difende disperatamente, ostinatamente, la fortificazione confinaria che separa la romanità dalla barbarie. Non è solo una lotta per la vita, è una lotta per la civiltà. Romani e Germani si disputano a colpi di spada il privilegio di imporre la propria impronta genetica sul mondo che verrà. Il limes tiene, il limes crolla... ma quand’è che ci si può dire veramente vincitori? Qual è il confine tra noi e loro? Quale, tra passato e presente?
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La tradizione solare
  L'uomo moderno non può più avvalersi delle tecniche ascetiche del passato, yogiche, esoteriche o mistiche. Quelle tecniche si basavano sulla memoria o nostalgia del Divino che era visto "al di sopra" del mondo, perciò esse aiutavano l'asceta antico a liberarsi dall'esperienza dei sensi. Grazie a un lungo percorso interiore, sorto parallelamente in Oriente con il Buddha e in Occidente con Socrate, fino all'affermazione del pensiero fisico-matematico moderno, oggi l'uomo può sperimentare nella propria interiorità che la forza formatrice del concetto, la stessa che connette pensiero a pensiero, è il principio spirituale della sua autocoscienza. Il riconoscimento del potere di obiettività del...
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Potere pericoloso. Il Medio Oriente e la politica estera statunitense
  Che cosa rappresenta il Medio Oriente nell’attualità panorama politico internazionale? Noam Chomsky, il più influente tra i critici della politica estera degli Stati Uniti, e Gilbert Achcar, uno dei più importanti analisti e conoscitori delle questioni mediorientali, da acuti osservatori di questa Regione del mondo discutono di terrorismo, fondamentalismo, petrolio, democrazia, autodeterminazione, antisemitismo e razzismo antiarabo: ma anche della guerra in Afghanistan, dell’invasione e occupazione dell’Iraq, dell’interminabile conflitto israelo-palestinese. Un’introduzione ampia e completa al...
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Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista
  Nel corso degli anni Trenta un instancabile Mussolini percorre in lungo e in largo l'Italia inaugurando centinaia di opere architettoniche. È un attivismo progettuale che assegna un ruolo privilegiato alla città di Roma, dove non c'è opera importante di cui il Duce non abbia visitato il cantiere o esaminato il progetto, ma che dissemina tutto il paese di una miriade di simboli di pietra, icone del patto politico da lui stretto con il suo popolo. Tra viaggi, visite ai cantieri e udienze a Palazzo Venezia, Mussolini viene personalmente a contatto con centinaia di volenterosi architetti scesi in lizza per dar forma ai palazzi e alle piazze del Regime, con i quali...
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